05:35 16 Maggio 2021
Economia
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Giù le vendite al dettaglio con una flessione pari al 5,4% mentre l'anno dell'emergenza sanitaria vede il boom del commercio on line che segna un +34,6%

Nel 2020 il commercio al dettaglio è stato fortemente penalizzato dall'emergenza sanitaria. Seppur con una forte eterogeneità il calo è complessivo in tutti i settori merceologici, colpiti da una flessione annua delle vendite al dettaglio pari al 5,4%. Lo riferisce Istat, precisando che "l'unica forma distributiva a segnare una forte crescita è stata il commercio elettronico" in forte aumento con il 34,6% in più.

L'emergenza pesa di più sul settore non alimentare anche a causa delle chiusure dovute al lockdown, mentre quello alimentare mostra un risultato positivo. 

Le vendite al dettaglio non alimentari hanno avuto una leggera ripresa nel mese di dicembre (+4,8% in valore e  +4,5% in volume) rispetto a novembre, mentre le vendite alimentari sono quasi stazionare. Complessivamente le vendite al dettaglio nel mese di dicembre hanno segnato un aumento del 2,5% sia in valore che in volume rispetto al mese precedente. 

Su base tendenziale, invece, le vendite al dettaglio di dicembre diminuiscono del 3,1% in valore e del 3,2% in volume. Anche in questo caso si registra una forte crescita per i beni alimentari (+6,6% in valore e +5,7% in volume) e una caduta per i beni non alimentari (-9,4% in valore e -9,5% in volume).

Significativo il dato del quarto trimestre 2020, con un aumento delle vendite alimentari e una riduzione del dettaglio non alimentare. Complessivamente la riduzione congiunturale si attesta all’1,5% in valore e dello 0,8% in volume. Ma se le vendite nei negozi dei beni non alimentari calano del 4,5% in valore e del 3,2% in volume, quelle dei beni alimentari crescono del +2,4% in valore e +2,2% in volume.

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commercio, ISTAT, Italia
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