15:51 05 Marzo 2021
Economia
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L'Unione europea è intenzionata a cancellare i fondi per la promozione di carne, salumi e vino considerati dannosi per la salute, prevedendo etichette allarmistiche sulle bottiglie come per i pacchetti di sigarette. L'allarme arriva dal Presidente di Coldiretti Ettore Prandini.

In una lettera inviata al Commissario Europeo per gli affari economici Paolo Gentiloni in riferimento al nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” all’ordine del giorno della riunione dei Commissari, il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha lanciato l'allarme relativo alla cancellazione dei fondi per la promozione di salumi, carne e vino considerati ora dannosi.

Con la scusa di tutelare la salute, le misure della Commissione Ue nell’ambito dell’attività di prevenzione del Piano riguardano la proposta di introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche prima del 2023 ma anche la volontà di eliminare dai programmi di promozione i prodotti agroalimentari, come specificatamente le carni rosse e quelle trasformate, che vengono associati ai rischi di tumore.

"E' una scelta che colpisce prodotti simbolo del Made in Italy con l’Italia che il principale produttore europeo di vino ma anche il Paese più ricco di piccole tipicità tradizionali, che hanno bisogno di sostegni per farsi conoscere sul mercato e che rischiano invece di essere condannate all’estinzione" denuncia la Coldiretti.

​Secondo la Coldiretti l'impegno della Commissione Europea per la tutela della salute, non può tradursi in decisioni che rischiano di penalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalla quantità consumata. I prodotti a rischio sono prodotti dalla tradizione secolare con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione, sulla biodiversità e sul territorio.

A rischio settori già colpiti pesantemente dalla pandemia

Si tratta di settori già duramente colpiti dall’emergenza Covid che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti, luogo privilegiato di consumo di carne, salumi e vini di qualità. 

"La norcineria italiana è un settore di punta dell’agroalimentare nazionale grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi ma che è stato fortemente ridimensionato nel 2020 per effetto della chiusura della ristorazione che rappresenta uno sbocco di mercato importante soprattutto per gli affettati di grande qualità. Senza dimenticare il volano economico generato dal vino italiano che vale oltre 11 miliardi di fatturato lo scorso anno e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone" ha continuato Coldiretti.

Secondo quanto affermato da Coldiretti, si tratta di una provocazione nei confronti dell’Italia a dieci anni dal riconoscimento Unesco della dieta mediterranea fondata proprio su una alimentazione diversificata che con pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari.

Secondo un precedente rapporto di Coldiretti, il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha travolto interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 9,6 miliardi nel 2020, aprendo la strada alle attività di usura da parte della criminalità organizzata nei confronti di questi settori.

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