06:02 16 Maggio 2021
Economia
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L'Unione europea deve approfittare della crisi generata dalla pandemia da COVID-19 e cambiare il suo modello di governance socio-economico per sradicare la povertà, che è un impegno che è ben lungi dall'essere rispettato al momento. Lo ha affermato il relatore speciale dell'ONU sulla povertà estrema e sui diritti umani, Oliver De Schutter.

"L'attuale crisi è un'opportunità per l'Europa per reinventarsi mettendo al centro la giustizia sociale. Il piano d'azione per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, che dovrebbe includere la garanzia per l'Infanzia e una proposta per garantire sistemi di reddito minimo adeguati in tutta l'UE, è un'opportunità che non dovrebbe essere sprecata", ha affermato, citato in una dichiarazione dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

L'OHCHR ha rilevato che nel 2019 il 21,1% della popolazione dell'Unione europea — pari a 92,4 milioni di persone — era a rischio di povertà o esclusione sociale. Un totale di 19,4 milioni di bambini, pari al 23,1%, vive in povertà.

La crisi causata dalla pandemia da COVID-19, secondo l'OHCHR, ha colpito molti europei che non avevano mai sperimentato la povertà.

De Schutter ha espresso la certezza che l'Unione europea può "svolgere un ruolo importante nel rafforzare gli sforzi degli Stati membri nella lotta contro la povertà, in particolare attraverso le raccomandazioni nazionali che emette su base annuale".

Tuttavia, ha detto, invece di dare la priorità agli investimenti in sanità, istruzione e protezione sociale, le raccomandazioni dell'UE "hanno spesso imposto tagli di bilancio in nome della redditività", e di conseguenza, ha ricordato, "dal 2009, gli Stati membri non hanno fatto altro che tagliare i loro investimenti in queste aree che sono fondamentali per la riduzione della povertà".

L'esperto ha fatto riferimento al Green Deal Europeo, presentato a fine 2019 dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, come nuova strategia di crescita dell'UE.

"La lotta alla povertà è il pezzo mancante in questo Green Deal. In teoria il Green Deal combina obiettivi ambientali e sociali, ma finché questa buona volontà non si tradurrà in azioni concrete, milioni di persone continueranno a lottare per un tenore di vita decente in una società che li abbandona", ha sottolineato.

Il relatore speciale delle Nazioni Unite ha anche sollevato il problema della concorrenza "inutile" tra gli Stati membri coinvolti "in una corsa per abbassare le tasse, i salari e le tutele per i lavoratori a livelli minimi perché credono di poter così attirare gli investitori e migliorare la loro competitività sul mercato".

"Ma minare i diritti sociali non solo viola i loro obblighi internazionali, ma è anche un male sia per le aziende che per i lavoratori e le casse pubbliche. Ogni anno, tra 160.000 e 190.000 milioni di euro vengono persi a causa della sola concorrenza fiscale", ha detto De Schutter.

"Il risultato è che il carico fiscale viene spostato dalle grandi aziende e dagli individui ricchi ai lavoratori e ai consumatori", ha aggiunto.
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Unione Europea, Povertà, Economia
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