01:19 08 Marzo 2021
Economia
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Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi travolge colpisce interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 9,6 miliardi nel 2020. Lo riferisce il presidente di Coldiretti durante un webinar organizzato dall’Università LUM.

In occasione del webinar organizzato dall’Università LUM Giuseppe Degennaro il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha fatto il punto sulla situazione, affermando che la pandemia ha travolto i settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in 9,6 miliardi nel 2020.

La drastica riduzione delle attività di ristorazione ha pesato sulla vendita dei prodotti agroalimentari che avevano come mercato di sbocco la fornitura dei ristoranti. Questa situazione pesa sulla liquidità delle imprese e sul ricorso al credito che assume un ruolo strategico per accompagnare il sistema economico fuori dalla crisi.

"Condizioni più vantaggiose e allungamento dei tempi di rimborso rappresentano una chiave per dare sostenibilità ai finanziamenti. Una necessità anche per evitare che le attività del Made in Italy agroalimentare diventino terra di conquista da parte di realtà di altri Paesi o di operatori pregiudicati che in questo momento cercano di speculare sulla situazione di criticità in cui si trovano le imprese per fare shopping a condizioni vantaggiose di un patrimonio importante del Paese" afferma Prandini con riferimento alla proposta dall’Università LUM.

​Nella filiera agroalimentare sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi ma le difficoltà hanno ripercussioni sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro.

"Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale. Occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui con l’emergenza Covid il cibo ha dimostrato tutto il suo valore strategico per il Paese" ha concluso Coldiretti.

Nei giorni scorsi a Milano si è svolta una manifestazione di protesta dei ristoratori lombardi: nel capoluogo meneghino ha già abbassato la serranda per sempre il 20 per cento delle attività. Una percentuale che potrebbe arrivare al 50 entro fine mese.

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