12:52 11 Maggio 2021
Economia
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La valuta statunitense è crollata ai minimi storici da due anni a questa parte. Questo è legato a diversi fattori. Gli analisti finanziari ipotizzano che il dollaro perderà complessivamente metà del suo valore.

Questa perdita sarà in larga misura dovuta al Ministero statunitense delle Finanze che ora è guidato dall’ex governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen. Sputnik tenta di determinare per voi la gravità di questo crollo del dollaro.

Calo del dollaro

A fine dicembre il prezzo del dollaro ha registrato un calo del 5,5%. Gli investitori si sono rivelati preoccupati dalle massicce iniezioni nell’economia statunitense di denaro di recente emissione e in alcun modo garantito.

Sin dal mese di giugno i ritmi di crescita della massa monetaria non si sono mai attestati al di sotto del 22% annuo, il valore più elevato in assoluto.

Il ricorso a nuova moneta favorirà inevitabilmente l’inflazione, ma la Fed ha già adeguato il suo valore di riferimento: “il 2% in media” invece di “2%”.

Questo è stato fatto per non aumentare il tasso chiave nel caso in cui l’inflazione sia maggiore di quanto previsto. Dunque, l’ente regolatore è intenzionato a mantenere i tassi intorno allo 0. Questo supporterà l’economia, ma avrà un’incidenza negativa sul dollaro.

Perdendo i proventi derivanti dagli investimenti negli asset in dollari, gli investitori cercheranno alternative diverse, seppur più rischiose, come dimostra un’indagine Reuters.

“Il dollaro continua ad essere fortemente sopravvalutato per quasi tutti i parametri e la politica monetaria e creditizia della Fed eliminerà questo rischio”, osserva Kit Juckes, stratega presso Société Générale.

Già a novembre gli esperti mettevano in guardia: con il nuovo governo Biden la valuta statunitense registrerà inevitabilmente un calo del suo prezzo. Nei piani dei Dem sono previsti ulteriori incentivi fiscali e un nuovo pacchetto di ristori per un valore complessivo di circa 3.000 miliardi. Questo indebolirà il dollaro a lungo termine in quanto genererà un aumento del disavanzo di bilancio e una crescita dei finanziamenti esterni necessari per coprire detto disavanzo.

Incidenza negativa sulla valuta statunitense la esercita anche la distribuzione dei vaccini perché presuppone il rafforzamento delle attività economiche e mina le ragioni di chi sostiene che sia “il rifugio più sicuro per gli investitori”. A fine anno per via delle notizie sui vaccini il dollaro ha registrato la più importante perdita annuale dal 2017.

Il 50%

Le previsioni degli economisti sono sconfortanti. Secondo le stime della banca Citigroup, il governo Dem “farà aumentare sensibilmente” le probabilità di un indebolimento del 20% del dollaro nel 2021. Uno scenario analogo è stato descritto da Stephen Roach, ex presidente del CdA di Morgan Stanley Asia, il quale ha sottolineato il crescente disavanzo di bilancio statunitense e la politica dei tassi a zero della Fed.

Un quadro persino più negativo è stato delineato dal noto analista finanziario James Rickards il quale osserva che gli USA dovranno alla fine affrontare il problema del debito per la risoluzione del quale sarà necessario svalutare del 50% il dollaro.

Al contempo l’oro subirà un rincaro fino a 15.000 dollari all’oncia, mentre l’argento fino a 100 dollari, prevede Rickards. L’economista spiega che gli USA sono stati sottoposti a pressioni esercitate da diverse nazioni le quali hanno sfidato gli USA per la supremazia sul sistema finanziario internazionale. Si intendono essenzialmente Russia e Cina. Mosca e Pechino stanno acquistano grandi quantità di oro, sacrificando i dollari presenti nelle loro riserve.

“Negli ultimi anni la Russia ha incrementato notevolmente le sue riserve auree. Inoltre, Mosca presenta un debito estero ridotto. La scommessa dei russi su questo metallo prezioso non è affatto un segreto: il rublo, infatti, è la valuta che al mondo è più garantita dall’oro in assoluto”, spiega l’economista.

Con le proprie mani

Il team di Biden si accinge a cominciare i lavori. I segretari dei vari Ministeri cambiano. E, ad esempio, la poltrone del Tesoro è affidata all’ex governatrice della Fed, Janet Yellen, che più volte ha sottolineato i vantaggi di un dollaro debole per le esportazioni americane.

Questo preoccupa gli economisti. “Sarebbe irrazionale dare l’impressione di applicare attivamente una politica di svalutazione senza badare al futuro del dollaro”, spiega Lawrence Summers, segretario alle Finanze del governo Clinton e presidente del Consiglio nazionale economico del governo Obama. Secondo Summers, “il ruolo predominante del dollaro all’interno del sistema finanziario internazionale impone al Tesoro USA di adempiere responsabilmente ai propri obblighi”.

Anche Henry Paulson, ex segretario alle Finanze USA ed ex direttore generale di Goldman Sachs, ha dato alcune raccomandazioni a Yellen. “I tassi di interesse si trovano ai minimi storici e il debito federale è maggiore di quanto non lo sia mai stato dopo la Seconda guerra mondiale”, sottolinea l’economista. “È di fondamentale importanza interrompere l’impennata del debito pubblico. Altrimenti il dollaro prima o poi si svaluterà. Washington in quel caso non potrà più adempiere ai propri doveri”.

“Gli USA non vogliono una valuta più debole per ottenere un vantaggio concorrenziale e dovremmo contrastare i tentativi di altri Paesi di seguire questa strada”, ha affermato Yellen in una audizione del Comitato alle Finanze del Senato USA.

Tra l’altro, la futura segretaria alle Finanze USA ha già rilasciato una dichiarazione che non promette nulla di buono per la valuta americana: ha invitato a investire massicce quantità di liquidità nell’economia. Per gli investitori questo è un segnale di una tendenza discendente a lungo termine del prezzo del dollaro.

Gli USA in ogni caso dovranno cedere alla diminuzione del prezzo del dollaro: infatti, è fondamentale per riequilibrare la bilancia commerciale. E questo, probabilmente, è l’unico modo in cui Biden può risanare l’economia. 

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