00:47 06 Marzo 2021
Economia
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La Malesia ha avviato una disputa presso l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) con l'Unione Europea sulle restrizioni adottate dall'UE e dai suoi Stati membri sull'olio di palma.

"La Malesia si è rivolta al WTO con una richiesta di consultazione sulla disputa con l'Unione Europea riguardo alle misure adottate dall'UE e dai suoi Stati membri sull'olio di palma e i biocarburanti ricavati da colture di palma. La richiesta è stata inviata ai membri del WTO il 19 gennaio", si legge in un comunicato della stessa WTO.

La Malesia sostiene che le misure contestate dell'UE e dei suoi Stati membri, Francia e Lituania, sono incompatibili con l'Accordo sugli ostacoli tecnici al commercio del WTO, l'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio del 1994 e l'Accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative.

Come spiegato dal comunicato, una richiesta di consultazione avvia formalmente una disputa presso la WTO. Le consultazioni offrono alle parti l'opportunità di discutere una questione per trovare una soluzione soddisfacente senza continuare il procedimento arbitrale.

Se dopo 60 giorni il problema rimane irrisolto, l'attore, in questo la Malesia, puo chiedere che sul contenzioso si pronuncino i giudici.

Il precedente 

L'Organizzazione Mondiale del Commercio rileva che questa è la seconda disputa con oggette le misure dell'UE sull'olio di palma, dopo quella promossa nel 2019, dall'Indonesia.

La Malesia e l'Indonesia forniscono fino al 90% dell'olio di palma al mercato mondiale. Con il rifiuto dell'Unione Europea di importare questo prodotto, entrambi i paesi subiranno perdite significative. L'Unione Europea intende ridurre gradualmente l'uso dei biocarburanti di prima generazione basati su prodotti commestibili fino al rinuncio completo ad essi poiché la loro produzione contribuisce alla deforestazione. In particolare, Bruxelles prevede di smettere di utilizzare i biocarburanti a base di olio di palma.

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