02:15 08 Marzo 2021
Economia
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Secondo i dati raccolti, Cgia mestre presenta un conto che mostra come gli aiuti presentati dal governo per i lavoratori autonomi colpiti dalla pandemia siano stati insufficienti. I 29 miliardi coprono infatti solo il 7% delle perdite, il cui totale ammonta a 423 miliardi.

L'Ufficio Studi di Cgia Mestre dichiara, tramite un comunicato stampa, che secondo le stime raccolte i 29 miliardi di euro stanziati dal governo per i Decreti Ristori non basteranno a coprire le perdite sofferte dai lavoratori autonomi durante la pandemia.

"Se si rapportano i 29 miliardi alla stima riferita alle perdite di fatturato registrata l’anno scorso dalle imprese italiane, importo che sfiora i 423 miliardi di euro, il tasso di copertura è stato pari a poco meno del 7% circa: un’incidenza risibile. E in attesa dei nuovi ristori previsti nei prossimi giorni, l’arrabbiatura e il malessere  tra gli operatori economici sono sempre più diffusi, in particolar modo tra coloro che conducono attività di piccola dimensione" afferma l’Ufficio Studi della Cgia.

All'interno del comunicato Cgia tende a specificare il diritto e dovere dello Stato, delle Regioni e delle autonomie locali di introdurre tutte le limitazioni alla mobilità e alle aperture, ma è necessario tutelare gli operatori colpiti dalle suddette chiusure e limitazioni.

"Lo Stato, le Regioni le autonomie locali hanno il diritto/dovere di introdurre tutte le limitazioni alla mobilità e alle aperture delle attività economiche che ritengono utili e necessarie per tutelare la salute pubblica. Intendiamoci: questo caposaldo non è in discussione. Ma è altrettanto doveroso intervenire affinché gli operatori che sono costretti a chiudere l’attività per decreto vengano aiutati economicamente in misura maggiore di quanto è stato fatto fino ad ora. Altrimenti, rischiano di chiudere definitivamente i battenti".

Perdite per chi ha chiuso ammontano a 200 miliardi

L’Ufficio studi della Cgia stima che dei quasi 423 miliardi di riduzione del fatturato registrata nel 2020 almeno 200 miliardi sarebbero ascrivibili alle imprese dei settori che sono stati costretti a chiudere per decreto.

"E’ comunque necessario precisare che per le imprese che hanno subito i contraccolpi più negativi della crisi, ovvero quelle che hanno dovuto chiudere per decreto, i ristori erogati dall’Esecutivo hanno raggiunto un livello medio di copertura del calo del fatturato del 14,5% circa. Le misure di sostegno al reddito approvate dal Governo Conte, infatti, sono andate in larghissima parte alle attività che hanno registrato un crollo del giro di affari di almeno il 33% rispetto al 2019. Resta il fatto che anche per queste realtà gli aiuti economici sono stati insufficienti" conclude l'Ufficio Studi della Cgia.

Negli scorsi giorni numerose attività italiane tra bar e ristoranti hanno aderito sui social alla protesta lanciata da Umberto Carriera #Ioapro, rimanendo aperti anche dopo le 18 per manifestare contro le nuove misure del Dpcm. Mentre alcuni degli autonomi hanno agito solo a parole senza poi aprire effettivamente i loro locali, alcuni hanno sfidato le regole del Dpcm, ma le attività sono state chiuse dai carabinieri.

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