15:27 05 Marzo 2021
Economia
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Bar e ristoranti aperti a iosa per la protesta social #ioapro, queste sembravano essere le aspettative, ma nei fatti in pochi hanno rischiato la multa e la chiusura. Quelli rimasti aperti li hanno chiusi i Carabinieri.

La protesta #ioapro non ha raccolto i 20 mila - 30 mila ristoratori e baristi dissidenti che i social network sembravano promettere.

Come hanno mostrato le immagini dei telegiornali e del Tg1, anche chi in diretta televisiva aveva annunciato che sarebbe rimasto aperto, poi invece alla prova dei fatti ha preferito non rischiare multe e chiusure.

Ma alcuni ristoratori e bar hanno organizzato comunque altre forme di protesta, come a Foggia dove una cinquantina di baristi e ristoratori si sono ritrovati alle 18 per un flash mob.

Tuttavia degli irriducibili, veri, ci sono stati e in particolare al centro e al nord dello Stivale.

A Vo’ Euganeo, ad esempio, la Locanda del Sole, da cui si diffusero probabilmente i primi contagi nel paese, è stata chiusa ieri dai Carabinieri.

Anche a Firenze c’è un ristoratore dissidente che di multe ne ha ricevute già 8 ed ha tre ristoranti.

Ma Confcommercio e Confesercenti hanno preso le distanze dalle proteste e in particolare da questa #ioapro. Le associazioni parlano di rischi che gli imprenditori corrono anche perché potrebbero perdere la licenza.

Le due confederazioni di categoria hanno annunciato ieri un tavolo al Ministero dello Sviluppo economico, a cui parteciperà il ministro in persona Stefano Patuanelli.

“Obiettivo dell'incontro è quello di individuare un piano di interventi efficaci e coordinato a sostegno dei lavoratori e delle imprese della ristorazione e dell'intrattenimento, messi in ginocchio da mesi di sostanziale inattività, da una perdurante incertezza e misure di indennizzo non sufficienti”.

Confcommercio afferma che è pronto “un documento unitario con proposte immediatamente implementabili nel decreto legge Quinques, in fase di predisposizione da parte del Governo, sui temi degli affitti, del lavoro, della liquidità, delle concessioni e dei ristori.”

Proposte che le confederazioni affermano che stanno avanzando da tempo al governo.

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Economia, Coronavirus
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