19:04 27 Gennaio 2021
Economia
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L'oro è ora la seconda componente più grande delle riserve della banca centrale dopo l'euro, che costituisce circa un terzo del totale delle attività. Circa il 12% delle riserve è in yuan.

La quota dell'oro nelle riserve internazionali della Russia ha superato il valore di quella in dollari per la prima volta nella storia. La spinta all'aumento del valore delle riserve auree sul dollaro è stata dovuta sia al processo pluriennale di de-dollarizzazione, per ridurre l'esposizione alle attività statunitensi, sia all'aumento dei prezzi. 

La composizione delle riserve a metà del 2020 è stata pubblicata dalla Banca centrale russa nei giorni scorsi e fa riferimento alla situazione in vigore alla fine del primo semestre 2020.

  • Alla fine dello scorso giugno il portafoglio della Banca di Russia era costituito per il 22,9% da riserve auree, per un valore pari a $128,5 miliardi
  • dal 22,2% di attivi in dollari, pari a 124,5 miliardi per un totale di $561,1 miliardi.
  • Rispetto al precedente di marzo 2020, la quota dell'oro nelle riserve russe è aumentata dal 20,8% al 22,9%, mentre quella del dollaro è scesa dal 23, dal 7% al 22,2%.

La progressiva riduzione delle riserve in dollari detenute dalla Banca centrale russa, che fino al marzo 2018 costituivano dal 43% al 48% del totale, è dovuta al processo di de-dollarizzazione, la principale strategia usata da Mosca per ridurre la propria esposizione alle sanzioni statunitensi. 

L'oro adesso è la seconda componente delle riserve russe dopo l'euro, che costituisce circa un terzo del totale, mentre lo yuan rappresenta il 12% delle scorte. 

Tra il giugno 2019 e il giugno 2020 la banca centrale russa ha acquistato $4,3 miliardi del metallo prezioso.

Tags:
Banca Centrale Russa, dollaro, oro, Russia
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