11:35 24 Gennaio 2021
Economia
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L'epidemia del Covid-19 ha peggiorato una situazione lavorativa che in Italia era già in stato precario. Secondo quanto afferma la Cnel, l'interruzione della Cig Covid e del blocco ai licenziamenti potrebbe avere conseguenze esplosive per il settore.

Secondo quanto riportato nel "Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020" del Cnel che sarà presentato martedì, la situazione del mercato del lavoro in Italia è al momento molto critica, peggiorata ulteriormente dalla pandemia e risanata in parte solo grazie al blocco ai licenziamenti e alla cassa integrazione.

Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro lancia quindi un'allarme per quelli che saranno gli inizi del 2021, dove con lo stop al blocco licenziamenti e alla Cig si teme un aumento del lavoro nero, mentre cresceranno le difficoltà di inserimento nel mercato per giovani e donne.

"Nei primi mesi del 2021 bisogna definire velocemente le politiche necessarie ad attenuare l’impatto delle scadenze della cassa integrazione Covid e di quella in deroga, il blocco dei licenziamenti e gli effetti di quota 100 che si aggiungono ai contratti scaduti (poco più di 10 milioni di lavoratori dipendenti, pari al 77% del totale, risultano in attesa di vedere rinnovato il proprio contratto di lavoro) e gli effetti della crisi che, secondo gli ultimi dati, hanno fatto aumentare la disoccupazione giovanile salita al 30,3% e quella femminile. Fatti 100 gli investimenti in innovazione, di cui si parla tanto nei progetti del Recovery plan, bisogna prevederne 101 per quelli in welfare, politiche di genere e sociale" ha commentato i dati il presidente del Cnel Tiziano Treu.

La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l'attività lavorativa è stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l'aumento esponenziale dei contagi.

Treu: "Siamo di fronte ad un cambiamento epocale"

"Siamo di fronte a un cambiamento epocale, strutturale, del lavoro, dopo una fase di ‘test ‘che abbiamo visto nel 2020. La novità più grande è che non ci saranno più distinzioni con il lavoro da remoto che ha interessato pubblico e privato. La domanda da porsi non è se il lavoro agile continuerà o no, ma come riuscire a sfruttarne al meglio le potenzialità e come conciliare lo smart working con la vita privata e la connessione tra il lavoro e la salute" ha continuato il presidente.

Di fatto i primi mesi del 2021 rappresenteranno il tempo delle scelte, scelte che saranno determinanti per l’Italia del futuro. 

"Il Governo, finora, ha scelto di limitare i danni, di proteggere le persone. Cose che hanno fatto un po’ tutti i Paesi. Il problema ora è capire cosa fare domani e dopo-domani. La gestione della crisi non basta più, serve cambiare passo subito, con un occhio particolare ai giovani e alle donne. Benessere e posti di lavoro non si creano per decreto. Si fanno con la crescita, col Pil" ha concluso Teru.

In precedenza il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato una proroga selettiva del blocco dei licenziamenti e della Cig Covid, in scadenza il prossimo 31 marzo, gratis per le imprese in forte crisi.

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