05:36 23 Gennaio 2021
Economia
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Un alto funzionario cinese ha espresso ottimismo dopo che un accordo di principio UE-Cina è stato raggiunto prima della scadenza del 31 dicembre. I commenti arrivano in mezzo alle aspre critiche di un alto funzionario russo sulla "infondata" diplomazia delle sanzioni dell'amministrazione Trump.

Un accordo di investimento tra Cina e Unione Europea, che è in fase di elaborazione da sette anni, potrebbe essere sancito presto. Lo ha detto lunedì il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi in una riunione degli inviati a Pechino.

I colloqui arrivano mentre i funzionari di entrambe le parti rimangono bloccati sulle accuse dell'UE riguardo campi di lavoro forzato nella regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR), la cui esistenza è stata ripetutamente negata da Pechino.

La scorsa settimana l'UE ha consegnato alla Cina una serie di testi - ora resi pubblici - che presentano in dettaglio numerose preoccupazioni sui presunti lavori forzati nello Xinjiang, nonostante Pechino abbia ribadito che le misure servono a contrastare il terrorismo dei separatisti.

“È stato ancora una volta dimostrato che la cooperazione Cina-UE è di gran lunga maggiore della concorrenza e [le aree di] consenso sono di gran lunga superiori alle differenze. La Cina e l'Europa sono partner in una cooperazione reciprocamente vantaggiosa e il rapporto tra le due parti è pieno di vitalità", ha detto Wang in una dichiarazione.

Un accordo globale finale sugli investimenti (CAI) rafforzerebbe le relazioni Cina-UE nel mezzo di una massiccia controversia commerciale e diplomatica con gli Stati Uniti, ha riferito il 'South China Morning Post'.

Secondo quanto riferito dai funzionari dell'UE, Pechino ha però rifiutato di ratificare gli standard dall'Organizzazione internazionale del lavoro, che il Parlamento europeo ritiene vitali per mettere il CAI nero su bianco.

"Il modo in cui il CAI affronta la questione dei lavori forzati determinerà il destino dell'accordo", ha detto lunedì tramite Twitter Bernd Lange, Presidente della Commissione per il commercio del Parlamento europeo.

Lange ha aggiunto che la Commissione parlamentare "giudicherà il CAI sulla base del testo finale e ci prenderemo il nostro tempo per farlo".

Ma Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha detto martedì che l'accordo dovrebbe sfruttare tutte le opportunità di cooperazione, ribadendo però la posizione della Cina sui presunti lavori forzati nello Xinjiang.

“Non esiste il lavoro forzato nello Xinjiang. Tali affermazioni sono infondate. Sono calunnie contro lo Xinjiang e la Cina", ha detto in una conferenza stampa martedì.

La notizia arriva dopo che entrambe le parti a settembre hanno firmato un accordo  per preservare le indicazioni geografiche (IG), che prevede che oltre 100 prodotti cinesi e dell'UE siano destinati a essere protetti in uno sforzo per aumentare il commercio tra le due potenze economiche.

Pechino ha anche firmato un partenariato economico cooperativo regionale (RCEP) da 26,2 trilioni di dollari con 15 potenze globali dell'Asia-Pacifico, tra cui Australia, Nuova Zelanda, Vietnam, Corea del Sud e Giappone, rendendolo il più grande accordo commerciale della storia.

UE-Cina in trattative commerciali mentre Washington inasprisce ulteriormente le sanzioni 

La notizia arriva mentre i colloqui commerciali UE-Cina si svolgono in netto contrasto alle relazioni commerciali USA-Cina, che sono precipitate ai minimi storici a causa della guerra commerciale alimentata ulteriormente da Washington, che lunedì ha sanzionato dozzine di aziende cinesi e russe.

Le sanzioni dell'amministrazione Trump sono "infondate", ha detto martedì il vice Presidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev sui social media.

Le sanzioni contro 103 aziende cinesi e russe, che hanno impedito loro di acquistare beni e tecnologie statunitensi per presunti legami militari, "semplicemente bloccano lo scambio internazionale di merci e la libertà di commercio ed eliminano potenziali concorrenti", ha aggiunto.

Sia Pechino sia Mosca hanno chiesto una "completa abolizione dei meccanismi di sanzione" durante la pandemia di COVID-19 in corso, ma la lotta globale contro il virus "non era una priorità" per Washington, ha detto Medvedev aggiungendo che la creazione di un unico elenco per le aziende di entrambe le nazioni è "molto rivelatrice".

"E questo chiaramente non ha nulla a che fare ... con le minacce immaginarie dalla Russia e dalla Cina. In realtà, questo è un abuso del concetto di 'sicurezza nazionale' per il bene di quella parte dell'establishment politico americano", ha detto.
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