21:12 10 Maggio 2021
Economia
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Il debito pubblico italiano aumenta sensibilmente mese dopo mese, a certificarlo i dati periodici forniti da Banca d'Italia. Le entrate tributarie diminuite non hanno aiutato il debito.

Banca d’Italia ha pubblicato i dati sulla crescita del debito pubblico delle Pubbliche amministrazioni (P.A.) con riferimento al mese di ottobre. Il debito italiano è salito a 2.587 miliardi di euro, ovvero in aumento di 3,2 miliardi rispetto al mese di settembre.

Il Centro studi Unimpresa in settembre aveva stimato una crescita del debito pubblico italiano di 173 miliardi di euro in nove mesi, mentre nel 2019 era cresciuto di appena 2,4 miliardi di euro.

Il fabbisogno mensile pari a 9,9 miliardi di euro è stato compensato solo parzialmente dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (-6,1 miliardi a 78,4), e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso”, scrive Banca d’Italia come riportato da Teleborsa.

Le amministrazioni centrali aumentano il loro debito di 3,4 miliardi di euro, mentre le amministrazioni locali diminuiscono il loro debito di 0,2 miliardi. Resta stabile invece il debito degli enti di previdenza.

Per quanto riguarda invece la vita media residua del debito pubblico italiano, è pari a 7,4 anni rispetto ai 7,2 anni di settembre.

Banca d’Italia detiene il 20,9% del debito pubblico, una percentuale aumentata del 0,4% rispetto al mese precedente.

Le entrate tributarie non aiutano

Non aiutano le entrate tributarie, che nel mese di ottobre sono state contabilizzate in 33 miliardi di euro, quindi in diminuzione del 15,5% (-6,1 miliardi di entrate tributarie) rispetto allo stesso mese del 2019.

In totale lo Stato ha incassato 321,1 miliardi nei primi 10 mesi del difficile 2020, con una riduzione netta di 23,2 miliardi, pari al -6,7% rispetto al medesimo periodo del 2019.

 

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