22:57 15 Gennaio 2021
Economia
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Il centro studi Unimpresa ha stimato una crescita del debito pubblico italiano pari a 173 miliardi di euro in nove mesi. Nel 2019 il debito è cresciuto al ritmo di 2,4 miliardi l'anno.

La pandemia Covid fa schizzare il debito pubblico italiano, che corre quasi dieci volte più velocemente rispetto agli anni passati. A dare l'allarme è il centro studi di Unimpresa, secondo cui il debito cresce al ritmo di quasi 20 miliardi al mese, mentre nel 2019 la media mensile era pari a 2,4 miliardi. Nei primi 9 mesi del 2020 il debito pubblico è cresciuto del 7,2%, un valore multiplo rispetto all'anno precedente, quando ha segnato un incremento dell'1,2%.

Dall'analisi di Unimpresa, basata sui dati della Banca d'italia, emerge che da gennaio a settembre 2020, il debito è cresciuto complessivamente di 173 miliardi, arrivando a quota 2.582. Un'impennata rispetto all'incremento medio degli anni precedenti.

Nel 2019  il debito è salito di 29 miliardi, raggiungendo  2.409 miliardi, a fine 2018, il debito era di 2.380, nel 2017 di 2.329 miliardi e nel 2016 di 2.285 miliardi.

"La gestione delle finanze statali da parte del governo è fuori controllo. - avverte il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora - L’esecutivo ha l’aggravante di aver utilizzato male le risorse finanziarie derivanti dal deficit aggiuntivo. Il prossimo decennio, in assenza di una crescita economica robusta, capace di riportare in equilibrio i conti pubblici, sarà disastroso. Le nostre imprese continueranno a fallire, l’occupazione crollerà e, a quel punto - conclude- ci piomberanno addosso manovre correttive dolorosissime, con tagli dissennati ai servizi pubblici e alla spesa pensionistica".

Il governo è ricorso all'extra-deficit per poter reperire rapidamente le risorse aggiuntive necessarie a fronteggiare la crisi economica dovuta al lockdown per l'emergenza sanitaria. In particolare il debito è cresciuto di 36 miliardi nel mese di aprile, 41 miliardi a maggio, 20 miliardi a giugno, 30 miliardi a luglio. La corsa ha subito una frenata ad agosto (18 miliardi) e a settembre (4 miliardi).  

Rendimenti dei bot

Per permettere agli Stati di affrontare l'emergenza Covid-19, la BCE è ricorsa al quantitative easing per l'acquisto di titoli pubblici e privati. Inoltre la Ue ha sospeso il patto di stabilità e crescita ed ha attivato la clausola anti-crisi del Regolamento 1466/97, che sospende di fatto gli aggiustamenti di bilancio in caso di contrazione severa del Pil. Le politiche espansive hanno permesso di mantenere bassi i titoli di stato che hanno raggiunto rendimenti negativi. 

Questo mercoledì il Tesoro ha assegnato 7 miliardi di euro di Bot annuali offerti in asta con un rendimento medio è sceso a -0,498%, rispetto allo -0,478% del collocamento di novembre. La domanda ha superato i 12,8 miliardi di euro con un rapporto di copertura pari a 1,83.

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UE, debito, Italia
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