10:12 23 Gennaio 2021
Economia
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Il Fondo nuove competenze messo in campo dal ministro del lavoro per aiutare le imprese ed i lavoratori nell'affrontare la crisi economica causata dal Covid registra ad un mese dall'avvio circa 46mila lavoratori beneficiari per un totale di 4 milioni di ore di formazione.

Un mese dopo l'avvio del Fondo nuove competenze, ideato dal ministro del lavoro per aiutare i lavoratori colpiti dalla crisi economica causata dal Covid, 46mila sono i lavoratori che già risultano beneficiari del fondo per un totale di 4 milioni e 166mila ore di lavoro che verranno convertite in formazione.

Ad annunciarlo è stato il ministro stesso, Nunzia Catalfo, attraverso i propri canali social, la quale tiene a precisare che non ci sono stati costi per le aziende né per i lavoratori.

"Quelli che abbiamo di fronte sono dati incoraggianti, che ci raccontano come le aziende - sull’intero territorio nazionale - abbiamo risposto velocemente e in maniera positiva a questa misura. E i numerosi riscontri che sto ricevendo in questi giorni dalle parti sociali non fanno che confermarlo" scrive Catalfo.

"Come Ministero del Lavoro il nostro obiettivo è molto chiaro: proteggere il tessuto produttivo e, allo stesso tempo, metterlo in condizioni di ripartire rapidamente dopo l’emergenza. Dobbiamo costruire il mercato del lavoro del futuro e per farlo dobbiamo puntare sulla risorsa più importante del nostro Paese: il capitale umano", aggiunge il ministro.

Come funziona il Fondo nuove competenze

Secondo quanto scritto dal ministro Catalfo, entro la fine dell’anno le aziende, di qualsiasi dimensione o settore, possono fare richiesta di adesione tramite il sito dell’Anpal, collegandosi ad un link.

Basta poi siglare un accordo sindacale di rimodulazione dell’orario di lavoro e presentare dei progetti formativi per i propri dipendenti, fino a un massimo di 250 ore per lavoratore. Una volta approvata la richiesta, la quota parte dell’orario di lavoro destinata ai corsi di formazione sarà coperta dallo Stato.

"Con questo strumento permettiamo sia alle imprese sia ai lavoratori di ottenere un duplice, importante beneficio: le aziende, infatti, possono innovarsi e rendersi più competitive abbattendo, al contempo, il costo del lavoro; i lavoratori possono aumentare il proprio bagaglio di competenze adeguandolo alle nuove richieste del mercato (penso ad esempio al settore del digitale o a quello delle nuove tecnologie). Allo stesso tempo, mantengono invariato il proprio stipendio, con un evidente vantaggio rispetto ai tradizionali ammortizzatori sociali" spiega Catalfo.

Fondo nuove competenze, primo passo per riforme di formazione

Il ministro del lavoro ha sottolineato che il Fondo nuove competenze rappresenta il primo tassello di un piano più ampio di riforme incentrate sulla formazione e sulle politiche attive.

"Parlo del Piano nazionale per le nuove competenze, uno dei pilastri su cui poggia il pacchetto di progetti che il Ministero del Lavoro ha predisposto per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ovvero il programma di investimenti che l’Italia presenterà alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU. Esso comprende altre riforme importanti a cui sto lavorando, come quella degli ammortizzatori sociali, che intendo rendere più semplici, universali e “attivi”, e il piano di rafforzamento delle politiche attive del lavoro. Un investimento mai fatto prima sul fronte dell’inserimento al lavoro nel nostro Paese" ha concluso il ministro Catalfo.

In precedenza il ministro del lavoro si è espresso riguardo il reddito di cittadinanza, affermando non solo che non si può eliminare ma che deve essere completato e rafforzato.

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