06:46 23 Gennaio 2021
Economia
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Joe Biden, dichiarato Presidente eletto degli Stati Uniti dai media, ha detto al New York Times che non ha intenzione di rimuovere le tariffe del 25% sui 250 miliardi di dollari di beni importati dalla Cina, imposte dall'amministrazione in carica di Donald Trump, subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca.

"Non ho intenzione di fare mosse immediate, e lo stesso vale per le tariffe. Non ho intenzione di pregiudicare le mie opzioni", ha detto Biden.

Biden ha per altro affermato di voler condurre una revisione completa dell'accordo commerciale esistente con la Cina e consultarsi con i tradizionali alleati degli Stati Uniti in Asia ed Europa al fine di sviluppare una "strategia coerente".

Secondo Biden, la sua amministrazione perseguirà una politica commerciale che condurrà effettivamente a progressi nell'affrontare le "pratiche abusive della Cina", come il furto di proprietà intellettuale, le pratiche di dumping commerciale (vendita di un bene su mercato estero a prezzo inferiore rispetto al mercato di origine al fine di sbaragliare la concorrenza), sussidi illegali alle corporazioni e trasferimenti forzati di tecnologie da società statunitensi alle loro controparti cinesi.

A gennaio, Trump ha firmato l'accordo commerciale di fase uno con la Cina, segnando una tregua temporanea tra le due maggiori economie del mondo dopo oltre 18 mesi di tensioni commerciali bilaterali.

In base all'accordo commerciale, la Cina ha accettato di acquistare ulteriori beni e servizi statunitensi per circa 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni e ha preso impegni su questioni come la protezione della proprietà intellettuale e la prevenzione dei trasferimenti forzati di tecnologia.

Come parte dell'accordo, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare il previsto aumento delle tariffe entro il 15 dicembre dello scorso anno e hanno abbassato le tariffe su beni cinesi per un valore di 120 miliardi di dollari portandole dal 10% al 7,5%. Dazi del 25% su beni cinesi per un valore di 250 miliardi di dollari rimarrebbero tuttavia in vigore.

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