18:18 27 Gennaio 2021
Economia
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Si prevede che il Tesoro britannico stia chiedendo prestiti per circa 500 miliardi di sterline quest’anno poiché il cancelliere Rishi Sunak fatica a tenere l’economia a galla per via della pandemia. Ma da chi sta prendendo in prestito soldi la Gran Bretagna e in che modo?

Il Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, presenta la revisione annuale delle spese al parlamento in questo periodo. Sebbene l’attenzione sarà riservata alle previsioni di spesa del governo, saranno altresì trattate questioni relative ai prestiti di cui si avvarrà il governo.

Il cancelliere, Rishi Sunak, discute qualcosa con il primo ministro Boris Johnson
© REUTERS / UK PARLIAMENT/JESSICA TAYLOR
Il cancelliere, Rishi Sunak, discute qualcosa con il primo ministro Boris Johnson
Sunak ha dichiarato che l’Ufficio Responsabilità di bilancio prevede che la Gran Bretagna prenderà in prestito quest’anno 394 miliardi di sterline, ossia il 19% del PIL, il livello più alto di prestiti mai visto in tempo di pace.

Il Partito conservatore ha riportato una vittoria schiacciante durante le elezioni politiche tenutesi nel dicembre del 2019 ma il Primo Ministro ha dovuto rivedere i suoi piani nel mese di febbraio quando Sajid Javid ha dato le dimissioni da cancelliere.

Poi il Covid-19 a colpito la Gran Bretagna e il sostituto di Javid, Rishi Sunak, è stato costretto ad attingere in maniera significativa al Tesoro per finanziare le misure di contenimento del coronavirus.

La seconda ondata del virus ha poi costretto il Primo Ministro ad adottare nuove misure restrittive in Inghilterra che dovrebbero terminare nel mese di dicembre.

La politica di Sunak, però, ha significato anche la conclusione di numerosi prestiti.

Secondo le ultime cifre, riportate da Sunday Telegraph, il governo britannico ha preso in prestito 22,3 miliardi di sterline nel mese di ottobre, un aumento di 10, 8 miliardi di sterline rispetto al mese di settembre.

​Da dove vengono questi soldi?

Quando il governo prende in prestito denaro, lo fa vendendo obbligazioni. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, ad esempio, il governo emise “titoli di guerra” e incoraggiò i privati cittadini ad acquistarli.

Il comune cittadino britannico effettivamente stava prestando soldi al proprio governo per contribuire a finanziare lo sforzo bellico.

I titoli di Stato, o gilt, rimangono il metodo migliore per prendere a prestito denaro in maniera rapida sebbene oggi questi titoli siano solitamente acquistati da fondi pensione, istituti di credito e hedge fund piuttosto che da privati cittadini.

Durante la guerra, invece, la popolazione acquistava titoli di Stato per via di un certo dovere patriottico, mentre ora fondi e banche li acquistano poiché rappresentano un buon investimento. Infatti, consentono di ottenere un interesse sicuro che contribuisce ad aiutare il governo in un momento di difficoltà.

Un titolo di Stato tradizionale emesso dal governo britannico paga una cedola fissa ogni sei mesi fino a scadenza in corrispondenza della quale l’investitore riceve il rendimento finale e il montante originario investito.

Il rendimento su un’obbligazione governativa britannica con scadenza a 10 anni è pari allo 0,22%.

​A inizio mese Paul Brian, esperto del Newton Investment Management, ha spiegato perché la sua società continui ad acquistare obbligazioni governative britanniche.

Brain ha dichiarato: “sebbene i rendimenti siano bassi e si rischi di perdere nel corso degli anni, le obbligazioni governative garantiscono comunque un certo grado di protezione. I programmi governativi di acquisto titoli non scompariranno e avere acquirenti regolari nel mercato contribuisce ad aiutare gli investitori. Inoltre, nel caso in cui si verifichi una crisi economica ancora peggiore, è probabile che le obbligazioni governative aumentino di prezzo e garantiscano un certo grado di protezione".

Ma esiste un elenco dei detentori di questi gilt?

Un portavoce del Tesoro ha dichiarato: “Sono informazioni confidenziali come quelle di un conto bancario”.

Dunque non possiamo sapere se il governo ha preso denaro in prestito dai ricchi sceicchi del Golfo, da imprenditori russi, da hedge fund statunitensi o da uno dei maggiori fondi sovrani al mondo.

La China Investment Corporation è il fondo sovrano di bandiera del Paese con un asset complessivo gestito di 813 miliardi di dollari. La corporation possiede già quote in London Heathrow Airport e Thames Water nonché in decine di edifici della City of London.

Altri grandi fondi sovrani sono il Fondo nazionale cinese di previdenza sociale con asset complessivi di 295 milioni di dollari nel 2017, l’Autorità di investimento del Qatar con 320 milioni di dollari sempre nel 2017 e il SAMA Foreign Holdings saudita con 737 miliardi di dollari nel 2014 (oggi probabilmente questo valore ha subito un calo significativo).

Il Tesoro vende i gilt sul mercato primario esclusivamente tramite i Gilt-Edged Market Makers (GEMM), intermediari che distribuiscono i titoli di debito agli investitori privati fra i quali figurano istituti finanziari britannici (banche e altri istituti di credito), esponenti del settore assicurativo e previdenziale britannico e una serie di altri investitori oltreoceano.

Una delle istituzioni che ha sicuramente acquistato obbligazioni governative britanniche è la Banca d’Inghilterra che detiene 875 miliardi di sterline in obbligazioni.

Quando la Banca d’Inghilterra acquista obbligazioni, opera un’operazione di QE, quantitative easing (o alleggerimento quantitativo).

Sul proprio sito Internet la Banca d’Inghilterra spiega: “L’alleggerimento quantitativo è uno strumento a cui le banche centrali possono ricorrere per immettere denaro direttamente nell’economia”.

E prosegue: “Il denaro può assumere forma fisica, come le banconote, o digitale, come i fondi depositati nel vostro conto bancario. L’alleggerimento quantitativo prevede da parte nostra la creazione di denaro digitale. Poi lo utilizziamo per acquistare prodotti come il debito governativo sotto forma di obbligazioni. L’obiettivo del QE è semplice: creando questo “nuovo” denaro, intendiamo stimolare i consumi e gli investimenti economici”.

La Banca d’Inghilterra nacque come banca privata ma nel 1946 fu nazionalizzata.

Nel 1997 l’allora governo laburista di Tony Blair garantì alla Banca d’Inghilterra un certo grado di indipendenza consentendole la facoltà di decidere, ad esempio, quando aumentare i tassi di interesse.

L’attuale governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, nominato nel marzo 2020 dal governo, ha preso il posto del canadese Mark Carney.

Annunciando la nomina di Bailey, Rishi Sunak dichiarava: “Andrew è il candidato che più è emerso in una scena così competitiva. È la persona più adatta a guidare la Banca in un periodo in cui stiamo delineando un nuovo futuro al di fuori dell’UE e stiamo vagliando le opportunità che questo Paese può offrire”.

Bailey guida il Consiglio di amministrazione che definisce la strategia della Banca d’Inghilterra e al suo fianco siede un volto familiare, quello di Dido Harding, un Tory.

Il Barone Harding, nominato a sedere nel Consiglio di amministrazione della Banca d’Inghilterra nel 2014, è altresì il direttore amministrativo dell’agenzia governativa NHS Test and Trace ed è stato aspramente criticato quest’anno per le modalità in cui questa ha gestito la pandemia.

Nel mese di settembre Boris Johnson ha definito “indecorose e ingiustificate” le critiche rivolte al Barone Harding.

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