20:50 26 Febbraio 2021
Economia
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La banconota da 500 mila lire circolò in Italia dal 15 settembre 1997 al 28 febbraio 2002. Ne vennero emesse 280 milioni di copie, tantissime, ma, per ovvi motivi, tutti le cambiarono in euro. Quanto varrebbe oggi una di queste banconote in buon stato?

Già, ma chi l’ha mai vista una banconota da 500mila lire, molti obietteranno. Considerato che sono passati 18 anni da quando vennero ritirate, tutti i minorenni no di certo. Forse qualche ‘millenial’, neologismo con cui si indicano coloro nati tra il 1981 e il 1996, ovvero coloro che hanno compiuto il loro primo od ultimo anno da teenager durante il corso degli anni 2000.

Ma avranno visto alcune di queste monete guadagnate dai genitori, non le proprie - ricordiamoci che vennero emesse solo nel 1997 e poco dopo ritirate, quindi quando erano ancora bambini.

Certo, qualcuno tra i più anziani se le sarà guadagnate e le avrà viste senz’altro, considerato il numero enorme di copie stampate – 280 milioni.

Ma chi potrà mai aver resistito alla tentazione di cambiare ognuna di queste banconote con 258 euro quando la nuova moneta unica sostituì la lira il primo gennaio del 2002? Pochi, sicuramente, ma se oggi aveste una banconota da 500mila lire, quanto varrebbe?

Secondo le più recenti quotazioni, la banconota con il celebre autoritratto di Raffaello del 1506 sul retro e la raffigurazione dell’affresco della Scuola di Atene con Aristotele e Platone su verso, se in ottimo stato, viene quotata 500 euro. Quindi praticamente il doppio considerato che l’euro venne cambiato a 1.936,27 lire. Valore per altro destinato a salire con il passare degli anni.

Banconota da 500mila lire
Banconota da 500mila lire

Quindi chi non ha cambiato quelle banconote ha fatto un affare?

Un momento, facciamo due calcoli. A parte il fatto che se vale tanto è solo perché in pochi le hanno conservate, ma proviamo a vedere quanto avrebbe reso la stessa cifra oggi capitalizzata.

Prendiamo la formula della capitalizzazione composta: M=C · (1 + i)n, dove M è il montante, cioè la somma attesa dalla capitalizzazione, C il capitale iniziale, (1+i) è il fattore di capitalizzazione, n sono l’esponente in anni (ne sono passati 18).

Ipotizziamo che avremmo potuto mettere le nostre 500mila lire in obbligazioni o investire in altro modo tale da avere un 2% di interessi annui. Tasso per altro assolutamente realistico, anzi anche piuttosto modesto. Risolviamo ora l’equazione:

500.000 x (1+0,02) alla 18 = 500.000 x (1,02)18 = 500.000 x 1.428 = 714.123 lire.

Diviso 1.936,27, il tasso di cambio, abbiamo quasi 370 euro.

  • Apparentemente quindi un buon affare. Attenzione però – i numismatici vi daranno 500 euro per la vostra banconota da 500mila solo se questa sarà FDS, cioè ‘Fior Di Stampa’, in condizioni perfette, come se appena uscita dalla Zecca.
  • In condizioni SPL, splendido, cartamoneta che ha circolato pochissimo e integra, il valore scenderà già a 400 euro.
  • Già in condizioni BB, bellissimo, cartamoneta che pur avendo circolato regolarmente sia in buono stato, il valore scende a 350 euro, cioè sotto la nostra ipotesi di capitalizzazione composta.
  • E se il bigliettone presenta numerosi evidenti segni di circolazione con macchie, scoloriture o scritte indelebili, cioè ci viene classificata dal numismatico come una MB (Molto Bello)? 250 euro, era meglio cambiarla, a meno che…

… a meno che non si consideri il valore affettivo.

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