18:40 28 Novembre 2020
Economia
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La pandemia ha indotto i principali Paesi nel mondo a creare una valuta digitale. In Cina l’unità valutaria digitale concorre già con le tradizionali banconote.

Con l’ausilio di questo nuovo strumento i cinesi sperano di disincentivare il ricorso al dollaro statunitense, valuta leader nelle transazioni internazionali. Sputnik in questo articolo cerca di capire se riusciranno a realizzare quanto sperano.

Lo Yuan: dalla carta al digitale

I pagamenti elettronici diventano ogni anno sempre più popolari e il coronavirus non ha fatto altro che rafforzare questo trend. A mettere a punto un analogo virtuale del denaro contante sono intenzionati Europa, USA e Giappone. Tuttavia, il pioniere in tal senso è la Cina che ha già dato vita allo yuan digitale.

A partire da aprile è stato dato il via ai rispettivi progetti sperimentali in 4 città cinesi: Shenzhen, Suzhou, Chengdu e la nuova area dello Xiong'an, la provincia dello Hebei. Qui lo yuan digitale viene utilizzato non soltanto dagli enti pubblici, ma anche dai comuni cittadini: si estinguono debiti, si effettuano bonifici e si ricaricano carte.

Il governo cinese ha anche proposto di testare lo yuan digitale in 19 catene quali Starbucks, McDonald’s, Subway e lo store online di JD.

Come in precedenza comunicato dal direttore del dipartimento di politica creditizia presso la Banca popolare cinese (PBOC) Sun Guofeng, la valuta nazionale cinese sarà promossa in maniera significativa a Pechino durante le Olimpiadi invernali previste per il 2022.

Ma per la completa diffusione di questa soluzione innovativa serve il riconoscimento giuridico. Pertanto, la PBOC ha avanzato una proposta di legge che conferisce allo yuan digitale lo status giuridico necessario. Di conseguenza, la nuova valuta è ora integrata completamente all’interno del sistema monetario cinese.

Le autorità lasciano intendere che si attiveranno per controllare questa unità monetaria digitale così come avviene con gli altri mezzi di pagamento online.

“La PBOC segue da vicino il mercato in quanto i fondi delle maggiori società fintech sono conservati in appositi conti dell’ente regolatore. E lo yuan digitale, la cui emissione è effettuata dall’organo centrale, non farà che rafforzare le attività di controllo”, sostiene Pavel Utkin, avvocato dello Studio associato moscovita Parthenon.

Un dollaro in meno

Inoltre, per la Cina lo yuan digitale è uno strumento per contrastare il primato che gli USA hanno per lunghi decenni detenuto nel settore finanziario.

“Uno degli obiettivi è scoraggiare l’uso del dollaro statunitense nelle transazioni internazionali, in particolare quelle di compravendita di risorse energetiche”, osserva Aleksey Kirchevsky, esperto dell’Accademia di gestione finanziaria e degli investimenti.

Si indeboliscono anche le posizioni del dollaro in qualità di valuta di riserva. “Anzitutto per via della maggiore influenza della Cina e per la guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali, quella cinese e quella statunitense. Anche se dopo l’elezione di Biden è probabile che questa contrapposizione si riduca in maniera significativa”, continua l’esperto.

Lo yuan digitale è del tutto in grado di concorrere con il dollaro in quanto consente di effettuare transazioni in maniera più efficiente rispetto agli ormai obsoleti sistemi di pagamento SWIFT e CHIPS (proprio tramite questi gli americani riescono a controllare le transazioni internazionali).

In tal senso alla nuova moneta cinese viene in aiuto il progetto della Nuova via della seta. “Le transazioni in yuan digitale tutelano i Paesi che le adottano da eventuali sanzioni finanziarie imposte da Washington. Pechino teme che le pressioni esercitate dagli USA aumentino. Per questo, la Cina cerca di portare la sua soluzione innovativa sul mercato interno. Dopo il 2022, quando si terranno le Olimpiadi invernali, si prevede l’inaugurazione ufficiale della valuta digitale e la sua entrata sul mercato internazionale”, ritiene Pavel Utkin.

Tuttavia, non si riuscirà a spodestare il dollaro così rapidamente. “Accadrà alla fine del decennio. Lo yuan digitale è soltanto in fase di test ora e a seconda degli esiti le prospettive di utilizzo si faranno più chiare”, precisa Krichevsky.

Ad ogni modo, l’interesse nei confronti dello yuan cresce anche senza considerare il suo alter ego digitale. “La moneta cinese viene sempre più spesso utilizzata in transazioni dirette, per la conservazione della quota di capitale di banche e grandi fondi”, afferma Petr Pushkarev, analista di una grande società di investimenti.

Inoltre, la Cina dispone di titoli di debito statunitensi per oltre 1.000 miliardi di dollari e alcuni senatori statunitensi hanno più volte invitato la Cina a non onorare questi debiti. I cinesi in risposta hanno minacciato di svendere in massa i titoli sul mercato facendo crollare così il dollaro. Ad ogni modo, secondo gli analisti, si tratta di uno scenario inverosimile.

Raggiungere la Cina

Anche le autorità cinesi hanno cominciato a pensare a una valuta digitale. A metà ottobre la Banca centrale russa ha annunciato il lancio del rublo digitale. Entro fine anno l’ente regolatore raccoglierà il feedback e deciderà in base a questo la fattibilità del progetto. Ma, come preannunciato dalla governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabullina, i test potrebbero cominciare già nel 2021.

Il rublo digitale è un codice univoco all’interno di un apposito portafoglio digitale aperto all’interno del sistema di pagamenti della Banca centrale.

I cittadini e le imprese potranno acquistarlo con le tradizionali banconote oppure utilizzando i fondi sul loro conto corrente.

“Il rublo digitale ha gli stessi obiettivi dello yuan. Ma ha un ventaglio di possibilità di utilizzo meno ampio. La valuta cinese ha maggiori prospettive poiché la Cina è in grado di creare una infrastruttura di maggiore qualità e di attirare più utenti”, ritiene Utkin.

Un punto che crea perplessità nell’analista è la reale richiesta di un prodotto come il rublo digitale.

Si tratta di una soluzione che diventa popolare solo se comoda, ad esempio, per i pagamenti nei negozi. Le possibilità che le valute digitali si diffondano aumentano se i costi ad esse associati siano molto inferiori a quelli delle transazioni tradizionali. Ma ad ogni modo non è una questione che riguarda il prossimo futuro.

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