17:25 29 Novembre 2020
Economia
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Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha affermato che, nonostante il veto di Polonia e Ungheria sul quadro finanziario pluriennale dell'UE, una soluzione verrà trovata nei prossimi giorni.

Il Comitato dei rappresentanti permanenti dei paesi dell'Unione Europea alla riunione di lunedì non è riuscito a raggiungere la necessaria unanimità sul nuovo piano finanziario dell'UE per i prossimi sette anni e sul fondo anticrisi per un totale di circa 1.800 miliardi di euro.

Come riportato ieri dall'agenzia La Libre, Polonia e Ungheria hanno posto il veto a causa dell'inclusione nel documento della condizione sullo Stato di diritto.

"La Germania in qualità di attuale presidente del Consiglio dell'UE, assume la responsabilità di trovare una soluzione dopo che Polonia e Ungheria hanno posto il veto. Dato che abbiamo la responsabilità di un mediatore, sarebbe smoderato dire cosa ne penso veramente", ha affermato il capo della diplomazia tedesca a seguito dei colloqui con il suo omologo palestinese Riyad al-Maliki.

A suo avviso, "nelle prossime ore e giorni" i paesi dell'UE "con tutti i mezzi disponibili, con tutti i partecipanti" lavoreranno per trovare una soluzione.

"Sono sicuro che ci sarà una soluzione. Stiamo parlando di un importo di denaro talmente grande di cui tanti paesi dell'UE hanno bisogno e si aspettano così tanto che non abbiamo bisogno solo di una soluzione, ma di una soluzione rapida. E sono sicuro che la troveremo", ha dichiarato Maas.

In precedenza il Consiglio UE e il Parlamento Europeo avevano concordato una soluzione di compromesso sul nuovo meccanismo europeo per lo Stato di diritto. I leader europei hanno convenuto sull'introduzione del meccanismo a luglio, quando hanno concordato il quadro finanziario pluriennale e il finanziamento del Recovery Fund.

L'introduzione del meccanismo è stata richiesta dai paesi dell'Europa occidentale e settentrionale al fine di garantire che i paesi beneficiari dei fondi comuni rispettino i valori e le norme dell'Unione europea e che l'UE disponga di un meccanismo per interrompere l'erogazione dei fondi in caso di violazione di questi valori e norme.

Il documento è stato introdotto nel contesto di controversie nell'UE, in particolare a causa delle posizioni di Polonia e Ungheria, criticate dai paesi dell'Europa occidentale in quanto non conformi ai principi dello Stato di diritto.

Il nodo Recovery Fund

A luglio, a seguito di uno dei vertici dei leader dei paesi membri dell'UE più lunghi nella storia, è stato concordato il pacchetto da 750 miliardi di euro Recovery Fund, dedicato alla ripresa dei paesi dell'UE, la cui economia è stata fortemente colpita dalla pandemia del coronavirus. Questo accordo, facente parte del quadro finanziario pluriennale dell'Unione Europea per un totale di 1.800 miliardi di euro, prevede la possibilità di erogare prestiti e sovvenzioni ai paesi dell'UE.

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