03:14 28 Novembre 2020
Economia
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Dall'indagine Istat emerge che ad aumentare in misura maggiore sono i prezzi dei beni alimentari non lavorati. Stabile invece l'inflazione.

l prezzo dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ovvero il cosiddetto carrello della spesa, è aumentato dell'1,2% a ottobre rispetto al valore fatto registrare dodici mesi prima.

E' quanto emerge dai dati pubblicati quest'oggi dall'Istat, e che vanno a confermare il trend già apparso chiaro a settembre, quando lo stesso indicatore aveva fatto segnare un +1%.

Ad aumentare in modo particolare, su base annua, sono i prezzi dei vegetali freschi o refrigerati (+5,3%), così come quelli della frutta fresca (+9,9%).

Dal rapporto dell'Istituto nazionale di statistica appare inoltre chiaro il dato relativo all'accelerazione dei prezzi di tutti i beni alimentari non lavorati (+3,5%) e una diminuzione meno sostenuta di quella degli energetici regolamentati (da -13,6% a settembre a -7,2% a ottobre).

Il contrario avviene invece per quanto riguarda i beni energetici non regolamentati, che vanno a mostrare un trend di flessione dei prezzi (da -8,2%a settembre  a -9,4% a ottobre).

L'inflazione

Rimane sostanzialmente invariata l'inflazione, con un calo del -0,3%, sebbene si osservi un aumento della cosiddetta inflazione di fondo, che sale rispettivamente dello 0,2% in relazione agli energetici e agli alimentari presi nel loro insieme e dello 0,5% al netto dei soli beni energetici.

A determinare tale aumento è la crescita dei beni energetici regolamentati (+10,5%) e, in misura minore, di quelli dei beni alimentari non lavorati (+0,9%) che vengono in minima parte compensati dal calo dei prezzi relativi ai trasporti (-1,1%).

Bolzano la città con la maggiore inflazione

Andando ad analizzare i dati a livello territoriale, Bolzano si rivela essere la città con il maggiore aumento del tasso di inflazione (+1%), seguita da Perugia (+0,7%) e da Trento (+0,6).

Dall'altra parte troviamo invece Venezia, Milano e Roma, dove i dati certificano un calo dei prezzi del -1,4%, -1,2% e 1% rispettivamente.

 

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