03:37 28 Novembre 2020
Economia
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Per il coordinatore dell’Ufficio Studi la soluzione è “la compensazione automatica dei crediti con la PA con i debiti fiscali e contributivi”.

Dei 12 miliardi di euro messi a disposizione dal governo Conte per consentire alle ASL, alle Regioni e agli Enti locali il pagamento dei debiti commerciali scaduti entro il 31 dicembre 2019, solo poco più di due miliardi sono stati richiesti da questi soggetti pubblici alla Cassa Depositi e Prestiti per saldare i propri creditori. 

Le aziende che lavorano per la Pubblica Amministrazione (PA) sono rimaste in massima parte a bocca asciutta. A parlarne a Sputnik Italia è il coordinatore dell’Ufficio Studio della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo.

“È inaudito che la PA non paghi le imprese fornitrici. È un malcostume tutto italiano che non ha eguali nel resto dell’UE. Molte pmi rischiano di fallire perché non vengono pagate, sono sempre più a corto di liquidità e molte, a dicembre, faticheranno a pagare le tredicesime”.

“Per eliminare questa anomalia bisogna approvare una norma che consenta alle imprese che non sono pagate entro i termini di legge di compensare automaticamente i crediti che hanno con la PA con i debiti fiscali e contributivi”, ha spiegato a Sputnik Italia Zabeo.

Paolo Zabeo, coordinatore Ufficio studi Cgia Mestre

Per fare un esempio di quanto si chiede per fronteggiare l’emergenza, il coordinatore dell’Ufficio Studi spiega: “Esempio, la PA non mi ha pagato 1.000 euro entro i termini di legge? Bene, io azienda non verso le tasse o i contributi previdenziali per lo stesso importo”.

I provvedimenti del governo

Dopo il flop del Decreto Rilancio, con solo due miliardi di euro richiesti alla Cdp su 12 messi a disposizione, il governo ha varato il “decreto Agosto” riaprendo i termini pr pagare i debiti accumulati: dal 21 settembre fino allo scorso 9 ottobre  gli enti territoriali hanno avuto una nuova possibilità per accedere a queste risorse.

Una seconda opportunità che, purtroppo, è stata un fallimento, secondo la Cgia. Ad attingere un prestito trentennale ad un tasso dell’1,22% messo a  disposizione dalla Cassa per pagare i propri creditori ci hanno pensato pochissime Aziende sanitarie e altrettante Amministrazioni locali, per un importo complessivo di soli 110 milioni di euro.

Alcuni numeri sui pagamenti della PA

In Italia le commesse pubbliche ammontano complessivamente a circa 140 miliardi di euro all’anno e il numero delle imprese fornitrici sono circa un milione.

Per quanto concerne l’Indicatore di Tempestività dei Pagamenti (ITP) dei ministeri italiani,  la situazione al terzo trimestre 2020 è leggermente migliorata rispetto ai periodi precedenti, anche se la situazione generale rimane ancora “inaccettabile”, si legge nella documentazione fornita da Cgia.

Le condizioni più critiche riguardano il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che tra luglio e settembre ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di quasi 20 giorni, il ministero dei Beni Culturali, con 34 giorni di ritardo e il ministero dell’Interno che, infine,  ha onorato i pagamenti dopo 64 giorni dalla scadenza prevista dal contratto. Altri, infine, non hanno ancora aggiornato i dati sul proprio sito internet.

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Pubblica Amministrazione, Coronavirus
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