17:05 24 Novembre 2020
Economia
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Italo-Ntv al lumicino a causa del crollo delle vendite di biglietti stimato nel -94,7% nel 2020. Viaggiano solo otto servizi sui 120 a regime, ma la cassa integrazione da sola non salverà l'azienda.

Scenario da far tremare i polsi quello delineato dal vice presidente di Italo-Ntv Flavio Cattaneo commentando i dati delle vendite di biglietti ferroviari crollate del -94,7%.

“Siamo al lumicino ma faremo di tutto per resistere”, ha detto il numero due di Italo treno intervistato da Repubblica.

La società, unica concorrente di Trenitalia sull’alta velocità, sta effettuando otto servizi giornalieri contro i 120 a pieno regime.

Cattaneo considera “sacrosanto salvare vite” e considera “questo secondo semi-lockdown” come necessario, tuttavia è convinto anche che le “imprese vanno sostenute con forza” da parte del Governo anche perché “la maggior parte delle entrate arrivano dal settore privato” di conseguenza se il settore privato muore, “muore lo Stato” per mancanza di entrate economiche a sostegno dei servizi pubblici.

Attendiamo ancora risorse del primo lockdown

Cattaneo denuncia che come società attendono ancora “le risorse stanziate ai tempi del primo lockdown” e crede che “sarebbe già un passo avanti che il ministero dell’Economia firmasse quanto meno il primo decreto che risale al primo blocco di marzo”.

Perché, dice il vice presidente di Italo, “i nostri dipendenti sono praticamente quasi tutti in cassa integrazione e sono circa 1.500”, a cui si deve aggiungere un indotto di circa 15 mila persone che comprendono fornitori, manutentori dei treni, imprese di pulizie, catering, i centri di manutenzione.

Rischio fallimento

Fino a ora la società ha perso 500 milioni di euro, e il Governo se vuole “salvare il tessuto industriale” deve investire nell’impresa e nella ripresa.

Se si agisce così, dice Cattaneo, “alla ripartenza non solo si avrà del personale pronto a tornare al lavoro a ritmi sostenuti ma si potranno anche prevedere delle nuove assunzioni”.

Se invece si resta su un piano di “mera assistenza allora non si risolve nulla ma si rinvia il problema” e ci saranno “i temuti fallimenti di molte aziende”.

Intervenire sul fatturato, non sul credito

La soluzione secondo Cattaneo non è intervenire con il credito alle imprese garantito dallo Stato, ma agire “sulla falsariga di Francia e Germania che intervengono a sostegno del fatturato in percentuale alla sua riduzione”.

La cassa integrazione ai lavoratori non basa a “superare la fase più critica della pandemia”, avverte Cattaneo vice presidente di Italo-Ntv.

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Treni, Economia
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