22:02 03 Dicembre 2020
Economia
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Con il decreto Ristori Bis slittano alla prossima primavera le scadenze fiscali di novembre: rinviato il pagamento dell'Iva, Irap e dei contributi Inps anche per le aziende delle zone "arancioni" e "gialle".

Slittano le scadenze fiscali di novembre per un totale di 800milioni di euro di tasse e contributi. È quanto disposto dal governo nel decreto Ristori bis, pubblicato lunedì sulla Gazzetta Ufficiale.

Il saldo di imposte e tributi che doveva essere effettuato nei prossimi giorni è stato posticipato al 2021. Nella nuova versione del decreto Ristori le agevolazioni riservate alle imprese delle zone considerate ad alto rischio sono state estese anche a chi non ha subito la chiusura della propria attività ma soltanto delle limitazioni.

Il Messaggero fa il punto sui rinvii: per saldare le rate delle imposte sui redditi e l’Irap per tutti quelli che sono stati costretti a sospendere la propria attività ci sarà tempo fino al 30 aprile 2021. Il pagamento dell’Iva di novembre, slitterà invece al 16 marzo 2021, anche per le attività che nelle zone “arancioni” e “gialle” per via delle misure contenute negli ultimi dpcm hanno subito chiusure parziali e un conseguente calo verticale del fatturato. È il caso, ad esempio, di bar e ristoranti.

Per i proprietari delle attività in crisi verrà sospesa anche la seconda rata dell’Imu. Sempre secondo i dati pubblicati dal Messaggero sospensioni e proroghe avranno un costo di mezzo miliardo di euro. Il rinvio dei versamenti delle imposte esteso alle zone con coefficiente di rischio minore è stimato, infatti, attorno ai 549 milioni di euro.

Nel dettaglio, 38,7 milioni vale la cancellazione della seconda rata dell’Imu, e 30 milioni lo spostamento alla fine di aprile dell’Irap e sull’acconto delle imposte sui redditi. I contributi non versati nelle prossime settimane dalle aziende che operano nelle regioni interessate dalle misure restrittive ammonteranno a 200 milioni.

Nel decreto approvato sabato scorso, inoltre, è prevista anche un’estensione delle aziende che potranno usufruire del credito d'imposta sugli affitti, con uno stanziamento di 234 milioni nel 2020 e 78 nel 2021.

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