02:31 28 Novembre 2020
Economia
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Il decreto mobilita 2,5 miliardi di euro a sostegno delle attività colpite dalle restrizioni, estendendo la platea dei percettori dei benefit e sospendendo i pagamenti di Iva e contributi Inps.

Un fondo da 410 milioni di euro è destinato a quelle attività in zona rossa o arancione, danneggiate dalle restrizioni imposte dal nuovo Dpcm. Gli aiuti alle aziende saranno distribuiti in due tranche, la prima da 340 milioni nel 2020 e la seconda da 70 milioni nel 2021.

Lo prevede il decreto Ristori bis, approvato tra il 6 e il 7 novembre e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 

Nel decreto è prevista l'estensione della platea di aziende che potrà usufruire del credito d'imposta sugli affitti, per una quota pari al 60%, con uno stanziamento di 234 milioni nel 2020 e 78 nel 2021.

  • Cancellata inoltre la seconda rata dell'Imu con un ristoro destinato ai Comuni pari a 38 milioni di euro. 
  • Sospesi i versamenti Iva del mese di novembre per tutte quelle attività che hanno chiuso la saracinesca per il Dpcm del 3 novembre. Per i versamenti ci sarà tempo sino al 16 marzo 2021.
  • Sospesi i contributi Inps per il mese di novembre per le attività in zona gialla e per tutto dicembre per quelle in zona arancione e rossa. 
  • Avranno diritto ai ristori anche i lavoratori dello spettacolo e dello sport, incluso quelli i cui contratti sono scaduti il 31 ottobre e non sono stati rinnovati. 

Il primo decreto ristori è stato firmato a fine ottobre subito dopo l'imposizione delle restrizioni alle attività di ristorazione e bar e alla chiusura di teatri, cinema e palestre. A nove giorni dal primo Decreto Ristori, quasi un miliardo di euro in contributi a fondo perduto è stato erogato dall'Agenzia delle Entrate a favore delle imprese italiane.

 

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Coronavirus, Agenzia delle Entrate, Italia
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