15:58 28 Novembre 2020
Economia
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Coldiretti lancia l'allarme: le restrizioni imposte per l'emergenza sanitaria graveranno pesantemente nel periodo natalizio sui settori della ristorazione e agroalimentare.

Cenoni di Natale e Capodanno diventeranno "cene sobrie" con un limite di commensali, mercatini e fiere saranno vietati, così come feste e serate natalizie. Se la situazione epidemica migliorerà, ci si potrà sedere al tavolo di un ristorante, ma con un limite di quattro posti fra persone "non conviventi". Queste restrizioni, che trasformeranno radicalmente le festività natalizie, costeranno alle aziende del settore 5 miliardi, la cifra che gli italiani hanno speso l'anno scorso. E' quanto emerge da un'analisi di Coldiretti /Ixè. 

Il  crollo delle spese alimentari natalizie potrebbe dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nel 2020 hanno segnato un crollo storico del 12% con una perdita di 30 miliardi di euro, a causa dell'emergenza Covid19.

La contrazione della spesa alimentare delle famiglie è provocata dal divieto di feste private e veglioni, dai limiti agli spostamenti e nei ristoranti e locali pubblici, dove i posti a sedere sono limitati a 4 fra non conviventi, rispetto alla tavolata degli italiani di fine anno, che mediamente è composta da 9 persone. Lo scenario potrà essere aggravato da un peggioramento del quadro sanitario con ulteriori e più prolungate restrizioni. 

Ma saranno anche i divieti di sagre, mercatini ed eventi tradizionali che segnano il periodo natalizi, oltre all'assenza del turismo interno ed esterno, ad assottigliare il fatturato delle aziende agroalimentari. In particolare, Coldiretti rende noto che l'assenza di turisti stranieri determina la riduzione di 1/3 della spesa di prodotti alimentari. 

 

"Una situazione che – continua la Coldiretti – sta rivoluzionando anche gli equilibri all’interno delle filiere produttive che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che – sottolinea la Coldiretti – trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco".

Dall'inizio dell'epidemia il 57% delle aziende agricole, su un totale di 740 mila, ha avuto una diminuzione della propria attività produttiva, fa sapere Coldiretti. 

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