03:47 29 Novembre 2020
Economia
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Secondo il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, I sistemi pensionistici pubblici a contribuzione definita (come quello italiano) "sono più resilienti" di quelli a prestazione definita. Lo ha detto agli 'Stati generali delle pensioni' organizzati dall’università Bocconi e da Deutsche Bank.

Secondo il governatore Visco infatti "non tutti i sistemi pensionistici sono vulnerabili allo stesso modo alle dinamiche macroeconomiche e demografiche future. Gli schemi a prestazione definita (sia a ripartizione sia a capitalizzazione) sono più fragili di quelli a contribuzione definita".

I sistemi come quello italiano sono più resilienti perché "il rendimento implicitamente garantito al singolo lavoratore dipende in modo automatico dall’andamento della crescita e dall’evoluzione della longevità, l’equilibrio finanziario a livello aggregato dei sistemi a ripartizione a contribuzione definita risulta robusto a shock macroeconomici e demografici".

“Poiché l’ammontare della pensione è strettamente connesso a quello dei contributi versati e all’età di pensionamento, in questi sistemi si riduce l’incentivo al pensionamento anticipato, consentendo allo stesso tempo di dare qualche margine di flessibilità ai singoli lavoratori. Non a caso, nonostante le previsioni di una crescita economica relativamente bassa e di un forte aumento del tasso di dipendenza, la dinamica futura della spesa pubblica per pensioni prevista dalla commissione europea per l’Italia risulta una delle più contenute a livello europeo", ha argomentato.

Ciò nonostante non bisogna sedersi sugli allori, ha ammonito il governatore. Per garantire maggiore sicurezza è necessario tornare alla crescita economica

"In ultima analisi però nessun sistema è completamente isolato da possibili scenari avversi. La priorità quindi, anche per sostenere il debito pubblico e quello pensionistico, è di tornare a più alti, equilibrati e durevoli tassi di crescita economica", ha spiegato.
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