03:19 04 Dicembre 2020
Economia
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Durante la visita a Baghdad del primo ministro egiziano Mostafa Kamal Madbouly sono stati siglati 15 accordi di cooperazione in diversi settori, incluso quello economico.

 Diversi esperti hanno espresso per Sputnik la loro opinione in merito alla possibilità che questo passo contribuisca a far uscire l’Iraq dalla crisi economica e in merito ai possibili ostacoli che entrambe le parti potrebbero incontrare durante la realizzazione dei piani di cooperazione.

Il problema di Baghdad

L’economista iracheno Abdul Rahman al-Mashhadany osserva che un simile precedente per il governo iracheno non è il primo, ma la realizzazione di questi piani potrebbe registrare l’insorgenza di gravi problemi.

“Il problema non è tanto che siano stati sottoscritti così tanti accordi. Baghdad ha già firmato molti accordi con diversi Paesi, ma questi non sono entrati in vigore per via di diversi problemi che Baghdad sta cercando di affrontare”, sostiene.

In merito a dette criticità, l’esperto aggiunge: “La criticità più significativa riguarda i finanziamenti. L’Iraq presenta gravi problemi di liquidità: 4 mesi fa molti cittadini non hanno ricevuto uno stipendio. Senza parlare poi del problema della sicurezza che rimane irrisolto”.

L’economista continua: “Gli accordi più interessanti sono quelli legati all’agricoltura e alle esportazioni verso l’Egitto. Questi settori possono diventare problematici durante la fase di determinazione dei prezzi dei prodotti egiziani: a breve l’Iraq intende correggere il tasso di cambio con il dollaro di circa il 25%. Ciò significa che un dollaro costerà 1.500 dinari iracheni. Una variazione del tasso di cambio produrrà una contrazione dei redditi reali dei consumatori con il conseguente impatto sui prezzi delle merci da importazione, incluse quelle egiziane. Sono in pochi a poterselo permettere”.

Secondo al-Mashhadany, l’Iraq avrebbe bisogno di portare a termine almeno uno degli accordi.

“Mi riferisco al settore dell’edilizia. Il governo deve risolvere il deficit di 3 milioni di unità abitative il prima possibile. In tal senso è fondamentale sfruttare l’esperienza egiziana nel settore. Probabilmente, Il Cairo è pronto a fornire anche aiuti”, spiega.

Nuove opportunità

A sua volta l’economista egiziana Hanan Ramses considera questi nuovi accordi come una fonte di grandi opportunità per lo sviluppo dell’economia egiziana.

“Da più di due mesi sono in corso tra Il Cairo, Baghdad e Amman consultazioni di vario tipo in merito al risanamento dell’economia irachena e alla realizzazione dei piani legati alla sicurezza nazionale. Per la parte egiziana la partecipazione a questi progetti apre un ventaglio enorme di soluzioni ai propri problemi economici. Ad esempio, contribuisce a ridurre la disoccupazione”, afferma.

In merito agli interessi iracheni in Egitto, l’economista aggiunge: “L’Iraq è colpito dall’esperienza egiziana delle riforme economiche condotte dopo gli eventi del 2011.

L’Iraq ritiene che in tal modo riuscirà a ripristinare l’equilibrio economico e ad aprire nuove opportunità. Il Paese esporta petrolio e datteri e vanta uno degli eserciti più forti al mondo”.

Secondo l’economista, non vale la pena di parlare di alcun interesse politico dell’Egitto nell’implementazione di questi accordi: in questo caso l’obiettivo è il vantaggio economico e strategico per entrambe le parti.

Sabato il governo egiziano ha altresì dichiarato che è pienamente d’accordo a creare con Baghdad un meccanismo di cooperazione basato sul principio “petrolio in cambio di aiuti”.

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