16:39 24 Novembre 2020
Economia
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La seconda ondata di contagi in Italia potrebbe avere come conseguenza un calo nei consumi del valore di 10 miliardi, lo riporta un'analisi di Confesercenti che lancia l'allarme. Solo con lo stop ad Halloween persi oltre 200 milioni di euro.

Questa nuova impennata nei casi Covid spaventa gli italiani e congela i consumi, bruciando tra gli 8 e i 10 miliardi di euro di spesa delle famiglie nel quarto trimestre di quest’anno.

Halloween soltanto costerà una perdita di 200 milioni di euro, e la ristorazione con la chiusura forzata alle 18.00 provoca un crollo a tutte le attività causando perdite nel commercio per 50 milioni di euro al giorno.

"Una settimana fa stimavamo che le nuove restrizioni avrebbero comportato una riduzione dei consumi di 5,8 miliardi di euro. Ciò sotto l’ipotesi che le misure potessero essere rimosse già alla fine della prima settimana di novembre, senza dunque impatti sulle spese natalizie. La stima però deve ora essere rivista in senso pessimistico, sia alla luce della dinamica dei contagi italiani sia in considerazione dei provvedimenti adottati dagli altri Paesi europei e dall’Italia con l’ultimo DPCM" si legge nel comunicato di Confesercenti.

​Confesercenti spiega che la chiusura anticipata alle 18.00 di bar e ristoranti sta portando una perdita su tutto l'indotto "stimabile, per il settore, in circa 50 milioni di euro al giorno"

Negativo anche l'impatto delle notizie sui nuovi lockdown imposti in altri paesi, che riducono la fiducia delle famiglie la loro propensione a spendere, rileva ancora Confesercenti.

Necessario ampio sostegno alle imprese, troppi i settori esclusi da Dl Ristori

"Troppi settori sono esclusi dal DL Ristori. Per questo abbiamo scritto al governo per chiedere di attivare un tavolo di monitoraggio per individuare le imprese che sono realmente in sofferenza, a prescindere dal codice ATECO. L’effetto di questa seconda ondata va infatti oltre le restrizioni stabilite dal DPCM. Per molte attività, già logorate dalla crisi innescata dalla pandemia, potrebbe voler dire la chiusura definitiva. Per questo riteniamo che sia assolutamente necessario anche bloccare le procedure di fallimento: se non si farà così, il rischio è di far cadere le imprese nelle mani della criminalità organizzata" conclude Confesercenti.

In precedenza Confesercenti ha lanciato l’allarme anche sul rischio che si arrivi a 110.000 cessazioni di impresa nel 2020, stimando una riduzione di circa 5,8 miliardi di consumi delle famiglie.

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