02:47 04 Dicembre 2020
Economia
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Secondo quanto emerge da un'analisi di Fipe Confcommercio, basata sui dati dell'Inps, a settembre sono stati oltre 400mila i dipendenti di bar e ristoranti che sono rimasti a casa senza lavorare.

Sulla base dei dati relativi alle ore di cassa integrazione in deroga diffusi oggi dall’Inps ed ai contratti di lavoro a tempo determinato, l’Ufficio Studi della Fipe – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi ha stimato che nel mese di settembre oltre 400mila tra dipendenti di bar e ristoranti sono rimasti a casa senza lavoro.

Secondo l’Istituto nazionale di previdenza, infatti, nel corso del mese di settembre sono stati autorizzate oltre 8,7 milioni di ore di cig in deroga per i lavoratori di alloggio e ristorazione. Sulla base dei dati, l'Ufficio Studi Fipe ha calcolato che tra lavoratori in cassa integrazione e contratti a tempo determinato la metà degli 850mila dipendenti di bar e ristoranti non è stato impiegato.

"Questo dato è drammatico e dimostra non solo che il settore dei Pubblici esercizi è tra i più colpiti a causa della pandemia e delle misure di contrasto alla diffusione del virus, ma anche che, subito dopo l’estate, moltissime attività di ristorazione hanno chiuso i battenti o lavorano al minimo lasciando a casa i dipendenti. Le previsioni per i prossimi mesi sono ancor più negative se si pensa alle misure restrittive adottate da governo e Regioni nell’ultima settimana" commenta la Fipe-Confcommercio.

​L'allarme lanciato è per richiedere al governo di effettuare degli interventi immediati per compensare alle perdite di fatturato delle attività commerciali.

"A questo punto, non possiamo più aspettare oltre: serve un intervento immediato con contributi a fondo perduto per compensare le perdite di fatturato dei pubblici esercizi. Centinaia di migliaia di posti di lavoro rischiano di essere cancellati definitivamente" conclude Fipe-Confcommercio.

Negli scorsi giorni numerose regioni tra cui Lombardia, Campania e Lazio hanno firmato ordinanze a favore del contenimento del contagio Covid con la limitazione agli spostamenti e l'imposizione di un coprifuoco che limiterà la movida ma anche le attività commerciali di locali notturni come bar, ristoranti e pub.

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