03:21 03 Dicembre 2020
Economia
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Per l’ex numero uno di Ferrari la strategia dell’esecutivo non affronta il cuore dei problemi dell’Italia che definisce un Paese bloccato.

Governance, sostegno ad aziende e lavoratori (ma non a pioggia), priorità chiare e strategia di politica economica. Sono questi alcuni dei punti centrali che Montezemolo snocciola nella sua intervista al Corriere della Sera in cui parla anche della sua compagnia ferroviaria, Italo, in difficoltà a causa della pandemia e dei ripensamenti sulla capacità di accoglienza prima all'80% e poi dimezzata.

“Non ci siamo. Non disconosco certo l’impegno del governo ma bisogna dirci la verità: il Covid è l’emergenza assoluta ma non vorrei che diventi anche il paravento per non affrontare di petto con urgenza i problemi economico sociali del Paese”, ha detto Montezemolo sottolineando che il Paese vive “alla giornata, senza una visione”.

Per l’ex presidente di Confindustria il problema è che i sussidi restano solo annunci, diverso sarebbe “se sussidi fossero già nelle tasche degli italiani, cosa che non è, e questo è molto grave, basta vedere cosa succede con molti piccoli imprenditori di ogni settore che sono costretti a chiudere”.

Il caso Italo

Montezemolo parla della sua compagnia ferroviaria e di come ha affrontato la pandemia: “I treni ad alta velocità sembrano cliniche: puliti, posti seduti e quindi tracciabili, ricambio d’aria frequente. Il ministro della Sanità il 14 luglio aveva stabilito che potessimo salire all’80% di capienza, poi un’incomprensibile marcia indietro, con la conseguenza che oggi sui treni ad alta velocità si viaggia al 50%, mentre sul trasporto locale all’80% o al 100%, senza controlli e con pericolosi ammassamenti”.

Una decisione “demagogica” che ha “penalizzato” il trasporto ferroviario sicuro. Per il settore, inoltre, non sono arrivati neanche gli 1,2 miliardi annunciati a maggio.

“Solo annunci, a maggio!, il decreto rilancio prevedeva la creazione di un fondo di circa 1,2 miliardi a sostegno delle imprese di trasporti a mercato, cioè alta velocità e servizio merci, da distribuire in 15 anni. Il governo ha disatteso impegni presi, siamo a novembre e non è arrivato nulla. A questo punto se non arrivano i fondi promessi in tempi brevissimi, Italo sarà costretto a fermarsi. E sarebbe una grande sconfitta per il Paese, non solo per noi”.

Le critiche al governo

L'ex presidente di Fiat non fa sconti all’esecutivo, colpevole di stanziare “cifre che poi non arrivano, come i 20 miliardi per le infrastrutture fermi da 10 mesi, gli 88 miliardi per le imprese, che come ha detto il presidente Confindustria, in massima parte non si sono ancora visti, la cassa integrazione che in molti casi stiamo anticipando noi imprenditori, sussidi che vanno spesso al settore pubblico, insomma, uno Stato sempre più invadente che rischia di soffocare l’imprenditoria privata e una sana concorrenza”.

Le priorità

Per Montezemolo le priorità su cui investire i miliardi del Recovery Fund sono scuola, sanità, ambiente e cambiamenti climatici, “che dovrebbero essere al centro dell’agenda del governo” e ancora le “infrastrutture e l’energia pulita, rinnovabili”.

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Unione Europea, Coronavirus, Economia
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