16:17 24 Novembre 2020
Economia
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Apple conta sul 5G per rafforzare le sue posizioni sul mercato cinese.

La società americana ha presentato il nuovo iPhone 12 che supporta la rete di comunicazione di quinta generazione. Apple spera di soddisfare una domanda latente e ritiene che un lancio ritardato sul mercato del nuovo modello possa giocare a suo favore. Tuttavia, l’iPhone ha oggi importanti competitor cinesi e sono ormai diverse le società che si devono battere per conquistare il consumatore e preservare la propria quota sul mercato dei prodotti premium.

Sin dall’uscita del primo iPhone e fino a poco fa i prodotti della “mela” sono stati associati a una fascia premium di mercato. Anzitutto, l’iPhone è sempre costato più caro dei modelli di punta di altre case. Ma in cambio dell’elevato prezzo il consumatore riusciva ad usufruire per primo delle tecnologie più all’avanguardia. Il processore più performante, la migliore videocamera, il caricamento senza fili, le AirPods, il sistema di lettura delle impronte digitali per sbloccare il telefono, il FaceID: sono tutti bonus che i possessori di nuovi iPhone hanno avuto per primi. Le altre case produttrici di smartphone aspettavano le presentazioni dei nuovi iPhone non meno dei normali consumatori. In base allo “standard aureo” fissato da iPhone gli altri produttori, volenti o nolenti, adattavano i propri prodotti modificando le funzionalità e le specifiche tecniche per ridurre i costi di produzione.

Con l’avvento dell’era del 5G gli appassionati di Apple hanno dovuto aspettare per accedere alla nuova tecnologia all’avanguardia. Praticamente tutti i produttori (da Samsung a Oppo) hanno già da tempo proposto smartphone in grado di supportare collegamenti di quinta generazione per tutti i gusti e tutte le tasche. L’iPhone invece ha aspettato a rilasciare i modelli 5G adducendo motivazioni alquanto controverse: prima diceva di aspettare fino all’elaborazione degli standard per il 5G e solo poi avrebbe messo sul mercato il nuovo smartphone in grado di supportare questa funzione.

Di conseguenza, la quota di Apple sul mercato cinese ha cominciato a registrare un calo. Mentre nel 2017 Apple deteneva l’86% del mercato degli smartphone premium e Huawei solo il 5%, nel 2020 Huawei detiene circa il 50% e Apple il 42%. Nel primo semestre dell’anno le vendite di Apple in Cina hanno subito una riduzione del 3,1%, pari a 18,8 miliardi di dollari. Con l’emissione sul mercato dei nuovi smartphone 5G Apple spera di ripristinare le proprie posizioni sul mercato che la società ritiene più importante per sé.

Sorge spontanea una domanda: Apple non ha forse annunciato troppo tardi la notizia in un Paese in cui il 5G è già del tutto integrato nella vita di tutti i giorni? In Cina, il secondo maggior mercato di commercializzazione dei prodotti Apple, sono già state installate oltre 500.000 stazioni di base 5G. Il numero di utenti delle reti di quinta generazione ha superato i 110 milioni di persone (2 volte la popolazione italiana). La società americana presenta alla fine un iPhone 12 che però non appare poi così rivoluzionario per le sue caratteristiche. L’unico elemento che salta agli occhi è il chip A14 Bionic, prodotto dalla TSMC con un processo tecnologico all’avanguardia a 5 nanometri. Il prezzo continua a corrispondere alle ambizioni della società. Ma, in realtà, le innovazioni presentate da Apple sono già accessibili in misura più o meno maggiore dagli utenti di smartphone di altri produttori. Pertanto, in Cina Apple non potrà aspettarsi un brusco aumento delle vendite, secondo l’esperto Mei Xinyu del Ministero cinese del Commercio.

“A mio avviso, non sono rosee le previsioni di vendita della Apple in Cina. La quota di mercato di questa società sarà inferiore rispetto al passato quando riusciva a conquistare il cuore degli utenti con tecnologie all’avanguardia e altre innovazioni. Oggi Huawei, ZTE, Xiaomi e altri produttori hanno lanciato con largo anticipo linee di smartphone che supportano il 5G. Possiamo affermare che le nuove funzioni del nuovo smartphone di Apple sono già obsolete di uno o due anni rispetto ai concorrenti. Se il trend continuerà in futuro, Apple avrà grandi difficoltà a salvaguardare l’immagine di società tecnologica evoluta”.

Le posizioni che Huawei occupa sul mercato cinese si sono chiaramente rafforzate in esito alla contrapposizione tecnologica con gli USA. Washington ha imposto sanzioni contro la società cinese e, in sostanza, ha vietato a Huawei di collaborare con i propri partner americani. Huawei non poteva più supportare il sistema operativo Android e non aveva più accesso a molti componenti ad alto contenuto tecnologico che la società acquistava all’estero.

Tuttavia, Huawei in breve tempo ha creato il proprio sistema operativo mobile Harmony e il relativo ecosistema HMS e, nonostante tutto, continua a lanciare sul mercato soluzioni innovative. La lotta di Huawei al sistema americano ha scatenato in molti utenti cinesi sentimenti patriottici: gli user sono diventati più leali verso i prodotti Huawei e desiderano così sostenere il produttore nazionale.

Ad ogni modo, un certo numero di appassionati di Apple in Cina rimane e i sentimenti patriottici non costituiscono un fattore decisivo per gli utenti. In primo luogo, l’iPhone è prodotto in Cina e il processo di produzione dà lavoro a migliaia di operai cinesi. Pertanto, boicottare i prodotti della “mela” non avrebbe molto senso perché impatterebbe direttamente i connazionali. In secondo luogo, Apple conserva un ecosistema proprio che è amato da molti utenti. Pertanto, in Cina rimarrà comunque un certo segmento di mercato affezionato ai prodotti Apple, secondo Liu Xingliang, esperto cinese di tecnologie informatiche.

“I comuni cittadini, a mio avviso, non dovrebbero odiare un determinato prodotto solo perché americano. La selezione di questa fascia di popolazione dovrebbe basarsi sulle qualità del prodotto e non su aspetti politici. E se vogliamo realmente boicottare i prodotti americani, allora dovremmo smettere di esistere. Apple mantiene un gran numero di adepti in Cina. La società statunitense vanta un ecosistema confortevole e apprezzato da molti utenti. Questi ultimi dispongono già di computer e iPad, quindi integrare i vari dispositivi in un unico ecosistema è molto semplice. Ad ogni modo, Apple conserva il 15-20% di quota del mercato cinese. Questa quota viene calcolata in base alle vendite effettuate. E gli smartphone della società continuano a generare un elevato margine di profitto”.

Ma il tentativo di conservare il margine massimo di profitto può talvolta giocare a sfavore di una società. Ad esempio, il fatto che i nuovi iPhone siano venduti senza cuffiette e caricatore è stato interpretato da molti utenti come una inutile manifestazione di avidità, sebbene Apple giustifichi questa scelta con motivazioni di carattere ambientale. I concorrenti di Apple si sono fatti sentire in merito. Samsung sui propri social ha scritto che i propri smartphone continueranno ad essere venduti con il dispositivo di ricarica. Mentre Xiaomi ha scelto di scherzare con i propri utenti spagnoli. “Buongiorno #MiFans, oggi abbiamo sognato che i nostri smartphone erano venduti senza caricatore. Per fortuna era solo un incubo”, recita così il twit di Xiaomi.

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