04:40 24 Ottobre 2020
Economia
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Il crollo del Pil italiano nel 2020 sarà meno drammatico rispetto alle stime di giugno del Fmi, ma la ripresa nel 2021 sarà più lenta. Il coronavirus, inoltre farà esplodere la disoccupazione.

Il Fondo monetario internazionale ha rivisto i valori del Pil italiano che si ridurrà meno rispetto alle stime dello scorso giugno. Per il 2020 la flessione attesa della produzione sarà pari al -10,6%, 2,2 punti in più rispetto alla precedente stima che dava il Pil a -12,8%.

Peggiora invece lo scenario di crescita, con una ripresa nel 2021 al 5.2%, più lenta di 1,1 punti rispetto alle precedenti previsioni. 

Il quadro delineato dal Fmi resta peggiore rispetto alle stime del Nadef, con una caduta del Pil a una sola cifra, pari a -9 per il 2020 e una crescita al 6% per il 2021. 

Debito pubblico 

In aumento il debito pubblico italiano che passa dal 134,8% del Pil nel 2019 al 161,8% del 2020 secondo le stime del Fmi. Nel 2021 il rapporto debito/pil dovrebbe ridursi al 158.3% per arrivare al 152,6% nel 2025. Resterà nel quinquennio al di sopra di quasi venti punti rispetto alla situazione pre-covid, in base alle previsioni del fondo. 

Il deficit dell'Italia nel 2020 vola al 13% . Un valore destinato a dimezzarsi nel 2021 per rientrare al 2,5% alla fine del quinquennio. Anche la Francia subirà un forte balzo di deficit e debito, pari al 10,8% del Pil e al 118,7%. 

Disoccupazione

Nel 2020 il tasso di disoccupazione raggiungerà le due cifre, attestandosi all'11%, con un aumento di 1,1 punti rispetto all'anno precedente. L'aumento della disoccupazione, però, non verrà frenato dalla ripresa del 2021 e continuerà a crescere sino all'11,8%. 

Nell'eurozona il tasso di disoccupazione italiano è superiore alla media dell'8,9%. Peggio dell'Italia solo Spagna con il 16,8% sia nel 2020 sia nel 2021, e Grecia, con il 19,9% quest'anno e il 18,3% il prossimo.

Situazione della produzione mondiale

Il Fmi ha valutato la perdita complessiva della produzione mondiale pari a 11 miliardi nel biennio 2020-21, che salirà a 28 miliardi nel quinquennio 2020-2025. 

Una "crisi peggiore della Grande Depressione" che probabilmente lascerà cicatrici nel medio termine, ha affermato Gita Gopinath, capo economista del Fmi. Gli stimoli di bilancio per 12.000 miliardi di dollari decisi a livello globale e le azioni delle banche centrali "hanno salvato vite e prevenuto una catastrofe finanziaria", ma la ripresa sarà lenta perché gli investimenti non decollano per via dell'incertezza sui mercati, mentre ci vorrà del tempo prima che il mercato del lavoro torni ai livelli pre-covid. 

In generale il Fmi prevede una recessione meno profonda per il 2020 con un calo del Pil pari al 4,4% anziché del 5,2% stimato a giugno, con una ripresa lievemente più lenta, pari a 5,2% meno 2 decimali rispetto alle stime precedenti. Una ripresa che sarà "lunga, incerta" e "pronta a ricadute". 

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Coronavirus, Italia
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