13:05 21 Ottobre 2020
Economia
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I Ministeri italiani pagano con ritardo le fatture dei loro fornitori. Si va da 62 giorni a 30 giorni di ritardo. Molti Ministeri, poi, non pubblicano i dati obbligatori per legge.

I Ministeri italiani pagano sempre in ritardo i loro fornitori. Adirlo è uno studio pubblicato dalla Cgia di Mestre, secondo il quale i 12 “ministeri che hanno un budget e una capacità di spesa, nel secondo trimestre di quest’anno solo quello degli Esteri (-17 giorni) ha pagato in anticipo i propri fornitori rispetto alle scadenze previste dalla legge.”

Insomma, mentre lo Stato chiede alle imprese private (i fornitori) di pagare per tempo le tasse o altrimenti giù sanzioni, le Pubbliche amministrazioni pagano con ritardo le fatture senza che si possa applicare loro delle penali.

Va anche aggiunto che i restanti 11 Ministeri hanno “onorato le proprie spettanze in ritardo o non hanno ancora aggiornato i dati”.

“Inadempienza” questa è la parola che usa la Cgia di Mestre, aggiungendo che si tratta di un atteggiamento “grave”.

La Cgia ricorda che non pubblicare i dati è anche questo una violazione della legge, “per la mancata pubblicazione dei dati, non consentendo a soggetti terzi di verificare l’efficienza o meno di queste Pubbliche Amministrazioni (PA).”

Il quadro si aggrava

“Se nel primo trimestre di quest’anno solo tre ministeri erano riusciti a rispettare i tempi di pagamento, nel trimestre successivo, solo uno ha liquidato i fornitori in anticipo”, scrive il Centro studi della Cgia di Mestre.

I Ministeri più ritardatari

Il Ministero dell’Interno diretto da Luciana Lamorgese è il più ritardatario di tutti, paga i suoi fornitori con 62 giorni di ritardo rispetto alla scadenza della fattura. A seguire, con 61 giorni, il ministero delle Politiche Agricole guidato da Teresa Bellanova e quindi il Ministero dell’Ambiente con 53 giorni di ritardo guidato dall’ex generale dei Carabinieri Forestali Sergio Costa.

Proseguendo la triste graduatoria dei ministeri che pagano con ritardo i loro fornitori, ovvero imprese private che con quei soldi ci devono poi pagare le tasse, il Ministero delle Infrastrutture diretto da Paola De Micheli paga con 49 giorni di ritardo.

Il migliore tra i ritardatari è il Ministero dei Beni Culturali diretto da Dario Franceschini, il quale paga con un ritardo di 30 giorni.

Il Ministero dell’Istruzione, violando la legge, fa notare la Cgia, non ha pubblicato i dati e addirittura il Ministero di Grazia e Giustizia non ha ancora pubblicato i dati. Lo stesso dicasi per il Ministero della Salute.

Tra l’altro Giustizia e Salute non hanno pubblicato i dati neppure del primo trimestre del 2020.

“Si ricorda che i ministeri sono obbligati per legge, come del resto tutti gli altri enti pubblici, a inserire trimestralmente nel loro sito anche l’ “Indicatore di Tempestività dei Pagamenti” (ITP). Questo indice stabilisce il ritardo medio (o l’anticipo medio quando preceduto dal segno meno) dei pagamenti rispetto alle scadenze di legge”, sottolinea la Cgia di Mestre.

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