12:39 21 Ottobre 2020
Economia
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Fitch Ratings crede che solo l'uso, fino in fondo, del soldi del Recovery Fund potrà consentire all'Italia di rimettersi in marcia per diminuire l'enorme debito pubblico contratto.

L’uso dell’EU pandemic recovery funds “potrebbe essere un importante fattore nel recupero dell’economia dell’Italia e quindi per la sostenibilità delle finanze pubbliche”.

A scriverlo ieri Fitch Ratings pubblicando un’ampia serie di documenti dedicati alla crescita e agli sviluppi futuri delle principali aeree geografiche del pianeta.

Per la riduzione del debito italiano non c’è alternativa alla crescita del PIL, ovvero per ripagare i debiti, come in ogni famiglia, non c’è altro modo di farlo se non lavorando.

L’importanza della crescita del PIL è sottolineata dalla bozza del documento di economia e finanza 2021 presentata dal governo italiano durante questa settimana, scrive l’agenzia di rating.

Ad aiutare l’Italia nell’immediato, secondo Fitch, il PEPP, il programma di riacquisto dei titoli voluto dalla Banca centrale europea. Il programma di riacquisto della BCE ha aiutato a mantenere bassi gli interessi sui titoli di stato scrive l’agenzia di valutazione finanziaria, evitando ulteriore crescita del debito.

Quello che serve per ridurre il debito è però una “ripresa economica forte”, l’unica capace di rimettere l’Italia sulla buona strada.

Fitch e le previsioni divergenti dal governo italiano sul PIL

Secondo Fitch “il rimbalzo delle crescita” del paese è più lento “rispetto alle previsioni del governo”. Gli analisti della società di rating credono che il PIL al termine del 2022 resterà 2 punti percentuali sotto il livello di pre-crisi.

“Questo è il motivo per cui prevediamo che il rapporto debito/PIL diminuirà solo marginalmente nei prossimi tre anni rispetto alla proiezione di base del budget 2021”, scrivono.

Effetti del Next Generation EU non calcolabili

Fitch scrive anche che al momento non si possono tenere conto degli effetti che il piano della Commissione europea avrà sull’economia italiana.

Non si conoscono le tempistiche del Next Generation EU (NGEU) scrive Fitch, non si conosce “il modo in cui verranno utilizzati”.

Tale incertezza non consente nessun tipo di calcolo certo.

Il NGEU potrebbe non portare i benefici attesi

Fitch fa presente anche che l’Italia storicamente usa molto poco i fondi europei che gli vengono messi a disposizione per realizzare i progetti. Solo il 40% delle risorse del Fondo europeo per gli investimenti strutturali 2014-2020 sono state utilizzate dalle autorità italiane che ne potevano beneficiare.

In parole povere, i 209 miliardi potrebbero anche arrivare tra il 2021 e il 2027 come previsto, ma l’Italia potrebbe usarne solo il 40% per incapacità progettuale e per via di lungaggini burocratiche.

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PIL, Fitch
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