14:45 24 Ottobre 2020
Economia
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (111)
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Dopo il progetto abbandonato con i voli, il ‘fly to nowhere’, ora Singapore ci riprova lanciando il programma ‘cruise to nowhere’ per cercare di riavviare l'industria del turismo martoriata dalla pandemia di coronavirus.

La Genting Cruise Lines e la Royal Caribbean International, gestiranno le crociere pilota, che non avranno porti di scalo e opereranno ad un regime di capacità dimezzata della capienza delle navi e con rigorosi protocolli sanitari, ha dichiarato oggi, giovedì 8 ottobre, l’ufficio per il turismo della città Stato (Singapore Tourism Board - STB).

Questo tipo di crociere, che l’STB ha classificato come "viaggi di andata e ritorno", sono aperte solo a persone che vivono a Singapore e navigheranno in acque appena fuori la città.

Il settore crocieristico globale ha subito un grave colpo dalla pandemia di coronavirus, con alcuni focolai scoppiati proprio sulle navi da crociera (ricorderete il caso della Diamond Princess rimasta bloccata a febbraio nel porto di Yokohama).

"Questo progetto pilota è una preziosa opportunità per gli operatori per reinventare l'intera esperienza di crociera al fine di riconquistare la fiducia dei passeggeri", ha affermato Keith Tan, amministratrice delegata dello STB.

Di fronte alla recessione più profonda, Singapore sta gradualmente cercando di allentare le restrizioni dovute al coronavirus e rilanciare la propria economia.

​I partecipanti alle crociere dovranno sottoporsi a test COVID-19 obbligatori prima dell'imbarco e dovranno astenersi da stretti contatti con gli altri passeggeri sulla nave.

A livello globale, alcune compagnie di crociere stanno riavviando le operazioni in modo incrementale, ma il settore è lontano dal raggiungere le capacità pre-COVID-19.

La Royal Caribbean International ha anticipato che la sua navigazione di tre notti da Singapore ‘verso il nulla’, avrà un prezzo base di 257 dollari (218 euro).

In precedenza la compagnia aerea Singapore Airlines aveva proposto i cosiddetti ‘fly to nowere’ – i voli ‘verso il nulla’, ma vi aveva poi rinunciato perché ritenuti non economici e non sostenibili dal punto di vista ecologico. Per far fronte alla crisi dovuta alla pandemia di coronavirus ha poi proposto un servizio di ristorazione in aereo, visite guidate e consegna cibo a domicilio, ma con aerei a terra.

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