15:27 24 Ottobre 2020
Economia
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Soltanto 20 anni fa la Russia importava grano, mentre ora ne è il principale Paese esportatore. Gli USA in merito ammettono che è una vera e propria svolta.

Le principali ragioni di questo progresso sono buoni raccolti, la possibilità di controllare i prezzi e una produzione ad elevato contenuto tecnologico. Sul mercato globale la Russia ha già da tempo superato sia Europa sia America. È altamente improbabile che la concorrenza della Russia riesca a recuperare la quota di mercato perduta. Sputnik ha scoperto per voi, in che modo la Russia è riuscita in così breve tempo a figurare tra i leader di questo comparto.

Espansione del grano

Il grano è il principale articolo tra i cereali russi d’esportazione. Già nel 2018 abbiamo superato il nostro principale concorrente, gli USA. Ma i problemi per gli americani sono cominciati già nel 2016 quando la quota di loro produttori sul mercato globale ha toccato i valori minimi degli ultimi 10 anni. Il Ministero statunitense dell’Agricoltura ha calcolato che il 22% delle forniture globali di grano è imputabile alla Russia, il 14 all’UE e solo il 13 agli USA.

Le aziende agricole statunitensi stanno subendo una massiccia ondata di fallimenti e incolpano di questo Mosca. La ragione, però, è un’altra: la guerra commerciale scatenata da Washington ha aumentato i dazi di importazione cinese sul grano fino al 25%. Di fatto Trump ha colpito così i suoi stessi produttori. Anche la congiuntura globale ha avuto un suo peso. L’offerta eccedentaria di grano ha ridotto di circa la metà i prezzi rispetto ai valori massimi del 2012. Questo ha reso più difficile l’ottenimento di un profitto in dollari.

Alla luce della contrazione ormai pluriennale dei prezzi l’agricoltura russa prospera. Il Paese ha esportato oltre 40 milioni di tonnellate di grano, ossia due volte in più rispetto all’anno scorso. Si tratta di un record assoluto nell’ultimo quarto di secolo. La Russia ha superato gli USA diventando il maggiore esportatore al mondo nel 2016 e nel 2018, come riporta The Wall Street Journal.

L’anno agricolo in corso si è rivelato difficile, ma la Russia è riuscita a conservare la sua prima posizione. Un buon raccolto, la svalutazione del rublo, la pandemia, la discrepanza tra prezzi interni e prezzi all’esportazione, le quote di esportazione: tutti questi fattori hanno inciso in maniera differente sui risultati. Tuttavia, la Russia ha esportato circa 44,4 milioni di tonnellate di cereali. Di questi la quantità record di 33,2 milioni di tonnellate è stata di grano, il che ha permesso alla Russia di superare UE e USA.

Le riviste finanziarie statunitensi sono nuovamente preoccupate: la “espansione del grano” russo continua nonostante le circostanze. Bloomberg riporta, che in due decenni la Russia si è trasformata nel principale esportatore di questo prodotto totalizzando il 20% di forniture globali.

“Si registra una crescita sorprendente sia dei volumi di produzione sia dell’esportazione del grano. La Russia ha profuso moltissimi sforzi per incrementare la propria quota di mercato e sta continuando a espanderla”, indica James Bolesworth, direttore della società britannica CRM AgriCommodities.

Stando alle previsioni della FAO, il mercato globale di grano registrerà entro il 2029 un aumento di 96 milioni di tonnellate per un volume complessivo di 517 milioni. La Russia conserverà il proprio primato in questo comparto per almeno 10 anni.

Il raccolto

Il grano russo viene acquistato da oltre 100 Paesi. Fra questi a breve si annovererà anche l’Algeria. La settimana scorsa l’Agenzia federale del grano di questo Paese ha comunicato che avvierà l’acquisto di grano a partire dalla prossima asta. Fino ad oggi le forniture erano state esigue: lo Stato africano aveva avanzato richieste eccessivamente stringenti in merito al livello di infestanti.

Quest’anno hanno preso il via le attività commerciali anche con l’Arabia Saudita: anch’essa ha reso più accessibili i requisiti d’ingresso.

“L’incremento delle vendite del grano russo in Algeria colpirà i fornitori francesi per i quali questo Paese è il principale acquirente”, constata Bloomberg. Stando alle previsioni, durante la stagione in corso le esportazioni extraeuropee di grano francese si dimezzeranno.

Come osserva l’agenzia di stampa, negli ultimi decenni il grano a basso costo ha consentito alla Russia di “conquistare una significativa quota sui mercati d’esportazione di USA e UE, aggiudicandosi così posizioni di spicco in Paesi quali l’Egitto dove quest’anno Mosca ha vinto fino all’80% delle aste”.

Questo successo è assolutamente giustificato. In primo luogo, le terre fertili danno un grande raccolto a prezzi attrattivi. In secondo luogo, il grano è di grande qualità. Infine, un contributo importante l’hanno dato le più moderne tecnologie agricole.

“Le aziende agricole russe hanno rapidamente investito le crescenti entrate in attrezzatura all’avanguardia e in fertilizzanti. Questo ha consentito di incrementare la quantità del raccolto e di estendere la capacità di stoccaggio del grano per riuscire a controllare meglio l’andamento dei prezzi”, indica Bloomberg.

Cifre importanti

Nel mese di luglio il Ministero russo dell’Agricoltura ha comunicato un incremento della superficie coltivata a grano invernale da 28,8 a 29,4 milioni di ettari. Questa è una cattiva notizia per i produttori americani: infatti, il prezzo del loro grano è crollato rapidamente. Al contempo sono aumentate le stime per il 2020-2021 relative al raccolto russo: da 76,50 a 78 milioni di tonnellate.

Tra l’altro, come segnala Bloomberg, nei prossimi mesi la Russia potrebbe affrontare la concorrenza di Canada e Australia, Paesi dove sta crescendo la resa agricola.

Tuttavia, a lungo termine il distacco della Russia crescerà anche per via dei cambiamenti climatici. Stando alle stime dell’Università del Kansas, nelle regioni fertili di Europa e Asia le temperature medie rispetto alla fine degli anni ’80 aumenteranno di 1,8° entro il 2020 e di 3,9° entro il 2050. 

Ciò significa che la Russia potrà dedicare al settore agricolo circa altri 57 milioni di ettari, mentre il territorio destinato all’agricoltura in USA, Canada e Australia si ridurrà. Vi sono anche fattori di carattere economico: anzitutto, il crollo del valore del rublo rispetto al dollaro negli ultimi 5 anni ha reso i prezzi del nostro grano più attrattivi per gli acquirenti stranieri. E, inoltre, anche la qualità del grano è aumentata in maniera significativa. Pertanto, non c’è ragione di dubitare del fatto che il grano russo ha conquistato il suo posto nel mercato globale per gli anni a venire.

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