15:06 24 Ottobre 2020
Economia
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Commissione Europea bacchettata dalla Corte dei Conti Europea, è stata considerata troppo "molle" con gli Stati membri sul tema degli aiuti di Stato. Richiesto aggiornamento normativo.

Secondo la Corte dei Conti Europea la Commissione Europea ha esercitato con debolezza il suo potere di agire nelle situazioni che si configurano come aiuti di Stato all’interno degli Stati membri dell’UE.

La Corte dei Conti Europea ritiene che la Commissione sia stata debole “sia nella valutazione della compatibilità che nel monitoraggio della performance.”

Inoltre la Corte dei Conti Europea accusa la Commissione UE di non aver mai aggiornato le norme dal 2013, anche se riconosce alle normative in vigore chiarezza e semplicità. Tuttavia queste normative non hanno tenuto conto del “profondo mutamento del contesto in cui si applicano”.

Il giudizio della Corte dei Conti è severo e invita la Commissione Europea ad agire per “riconsiderare le norme in vigore”.

Quanto è stato fatto non è bastato

La Corte riconosce che a seguito della crisi del 2007-2008 gli Stati abbiano dovuto sostenere le loro banche per evitare il fallimento e si è quindi verificata “una forte e inedita ondata di aiuti di Stato alle istituzioni finanziarie”, contrastate da un quadro normativo di riferimento per il settore finanziario che ha reso “non più necessari in futuro i salvataggi bancari”.

Nonostante ciò la Commissione non è riuscita a evitare che le banche percepissero il “denaro dei contribuenti”, scrive ancora la Corte dei Conti Europea.

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