20:58 24 Ottobre 2020
Economia
URL abbreviato
125
Seguici su

Secondo le preliminari stime di Istat, l'Italia si trova ancora in deflazione, ma alcune categorie di prodotti, come frutta e verdura e salumi hanno fatto registrare un aumento dei prezzi.

L'Italia si trova per il quinto mese consecutivo in deflazione, con una diminuzione dello 0,6% su base mensile e dello 0,5% su base annua. Istat spiega che l'inflazione negativa continua a essere dovuta prevalentemente alle flessioni, seppur meno marcate rispetto al mese precedente, dei prezzi dei Beni energetici regolamentati, di quelli non regolamentati e dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti.

La diminuzione congiunturale dell'indice generale è dovuta prevalentemente al calo, causato da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-5,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%).

Tuttavia in controtendenza è presente un aumento dei prezzi per i beni alimentari non lavorati.

Secondo un'analisi di Coldiretti sui dati Istat in controtendenza alla deflazione generale salgono i prezzi al consumo nel carrello della spesa per numerosi alimenti.

"Una situazione paradossale poiché mentre i prezzi al consumo per cibi e bevande aumentano quelli pagati agli agricoltori e agli allevatori spesso diminuiscono con le quotazioni riconosciute ai produttori in molti settori non coprono più neanche i costi e mettono a rischio il sistema agroalimentare nazionale" sottolinea la Coldiretti.

Aumentano i prezzi di:

  • Salumi (+2,6%)
  • Pasta (+1,7%)
  • Formaggi (+1,1%)
  • Frutta (+10,2%)
  • Carne (+2%)
  • Pesce surgelato (+3,5%)

Secondo una precedente stima dell’OCSE, entro la fine del 2021 le perdite complessive per l’economia mondiale in esito alla pandemia da coronavirus raggiungeranno i 7.000 miliardi di dollari, una cifra paragonabile ai bilanci annui di USA (4.100 miliardi) e Cina (3.200 miliardi) sommati assieme.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook