00:59 30 Ottobre 2020
Economia
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Per gli esperti della Banca Mondiale il PIL cinese è destinato a crescere sia nel 2020 che nel 2021, a dispetto della crisi economica che ha investito invece l'Europa e l'America.

L'economia cinese è destinata a far registrare una crescita del 2% nel 2021 e addirittura del 7.9% nel 2021, a dispetto della crisi che sta invece investendo le altre economie regionali in Asia.

A lanciare tale previsione, in un rapporto sulla regione Asia Orientale-Pacifico è stata la Banca Mondiale:

"Mentre per la Cina è prevista una crescita del 2% nel 2020, spinta dalla spesa governativa, dal volume dell'export e dal rallentamento della diffusione del Covid-19 da marzo, ma rallentata da un calo dei consumi interni, il resto della regione Asia Orientale-Pacifico è destinata a cedere circa il 3,5%", si legge nel resoconto.

In un rapporto precedente era stato previsto che la crescita della Cina sarebbe stata più contenuta, attestandosi intorno all'1% circa.

Secondo tale documento, il PIL regionale avrebbe dovuto far registrare un aumento appena dello 0,9%, la percentuale più bassa dal 1967 in avanti, sulla scia dell'impatto della pandemia, dei lockdown, e della recessione generalizzata a livello mondiale.

38 milioni di poveri in più

Le stime della Banca Mondiale prevedono inoltre che l'impatto del Covid-19 affosserà ben 38 milioni di individui nella regione Asia Orientale-Pacifico, spingendole o facendole ritornare verso la povertà.

"Il Covid-19 non sta solo colpendo i più poveri, sta anche creando dei nuovi poveri. La regione si sta confrontando con delle sfide senza precedenti, e i governi si trovano di fronte a delle scelte difficili", ha dichiarato Victoria Kwakwa, vicepresidente alla Banca Mondiale per la regione Asia Orientale e Pacifico.

L'impatto della pandemia sull'Asia

La crescita economica cinese ha subito periodo una sensibile frenata nel periodo pre-pandemia a causa dell'avanzamento della classe media nel paese e dell'insorgenza di manodopera a più basso costo proveniente da paesi come Vietnam e Filippine.

Con l'inizio della pandemia di Covid-19, la regione asiatica è stata sicuramente tra le meno colpite, specie rispetto all'Europa e all'America, un fattore che secondo molti esperti potrebbe rivelarsi decisivo sul lungo termine.

In totale sono circa 4.000.000 i casi di infezione da SARS-CoV-2 confermati nel continente asiatico, a fronte di circa 3.000.000 di guariti e 90.000 vittime.

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