08:14 23 Ottobre 2020
Economia
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Nord Stream 2, una joint venture tra le società energetiche europee e la russa Gazprom ora rischia di essere nuovamente sanzionata a causa del presunto ruolo della Russia nell'avvelenamento ancora da dimostrare del personaggio dell'opposizione Alexey Navalny.

Secondo quanto riferito, la Germania si sarebbe offerta d'investire fino a 1 miliardo di euro ($ 1,2 miliardi) in terminali per il gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti come accordo per salvare il progetto del gasdotto Nord Stream 2, bersaglio delle sanzioni di Washington, secondo fonti citate da Die Zeit.

Si suggerisce che la proposta non ufficiale sia stata inviata dal ministero delle Finanze tedesco il 7 agosto, prima che Washington imponesse sanzioni alle società coinvolte nel progetto.

In una lettera al segretario del Tesoro Steven Mnuchin, citata da Die Zeit, il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz avrebbe promesso di stanziare quasi 1 miliardo di euro in finanziamenti per la costruzione di terminali GNL se Washington avesse accettato di abbandonare le sanzioni contro le aziende coinvolte nel Nord Stream 2. I terminali GNL in questione dovevano essere costruiti in due località sulla costa del Mare del Nord.

"In cambio, gli Stati Uniti permetteranno che la costruzione e l'attivazione del Nord Stream 2 procedano senza ostacoli. Gli Stati Uniti non eserciteranno la loro portata legale per le sanzioni", ha detto Die Zeit citando la lettera.

Altre proposte incluse nel documento citato riguardavano presumibilmente un contratto di transito del gas per l'Ucraina e il finanziamento di un gasdotto alternativo e di un terminale che avrebbero consentito alla Polonia di utilizzare il GNL statunitense.

Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco non ha rilasciato un commento ufficiale sulla notizia.

Il Nord Stream-2

Il Nord Stream-2 prevede la costruzione di due rami che congiungono le coste russe e la Germania attraverso il Mar Baltico. Gli Stati Uniti si oppongono attivamente al progetto, promuovendo al tempo stesso il loro gas naturale liquefatto alla UE, così come osteggiano il progetto l'Ucraina e diversi Paesi europei, timorosi di perdere gli introiti del gas russo verso l'Europa attraverso i gasdotti già in funzione.

Gli Stati Uniti si sono opposti a lungo al Nord Stream 2, sostenendo che avrebbe concesso a Mosca una leva politica sull'Europa aumentando la dipendenza di quest'ultima dal gas russo. La pressione sarebbe stata imposta anche alla Germania, un membro chiave del progetto, nonostante Berlino insista con veemenza sul fatto che Nord Stream 2 sia un progetto di natura puramente economica.

Mosca afferma che le sanzioni di Washington non faranno deragliare l'attuazione del progetto, aggiungendo che considera tali azioni come una manifestazione di concorrenza sleale contraria al diritto internazionale.

Oltre al colosso energetico russo Gazprom, cinque società europee sono coinvolte nella costruzione di Nord Stream 2, tra cui la francese ENGIE, la austriaca OMV, la compagnia britannico-olandese Royal Dutch Shell, nonché la tedesca Uniper e Wintershall.

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