02:31 20 Ottobre 2020
Economia
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Washington ha avviato una guerra commerciale con la Cina nel 2018 introducendo pesanti tariffe su diversi tipi di merci cinesi a causa del presunto abuso di Pechino ai danni degli Stati Uniti nell'ambito degli accordi commerciali tra i due paesi.

Il WTO, l'Organizzazione Mondiale del Commercio, ha stabilito che gli Stati Uniti hanno violato le regole dell'organizzazione introducendo tariffe elevate contro le merci cinesi nell'ambito della loro guerra commerciale contro il paese asiatico. L'organizzazione ha chiesto agli Stati Uniti di adeguare le proprie tariffe agli obblighi del paese in quanto membro del WTO.

La sentenza del WTO ha chiarito che non solo le azioni di Washington vanno contro le norme stabilite dall'ente per il commercio globale, ma anche che gli Stati Uniti non sono riusciti a giustificare adeguatamente le misure economiche imposte a Pechino, come richiesto dalla carta dell'organizzazione. La sentenza dell'organismo per il commercio globale ha ulteriormente sottolineato che gli Stati Uniti non hanno utilizzato, come invece avrebbero dovuto, il meccanismo di risoluzione delle controversie per risolvere i problemi sorti nelle relazioni commerciali con la Cina.

"In rimando all'articolo 3.7 della DSU, che sottolinea che lo scopo del sistema di risoluzione delle controversie è quello di raggiungere in merito una soluzione positiva, il Collegio esprime il suo continuo incoraggiamento alle parti a proseguire gli sforzi per raggiungere una soluzione reciprocamente soddisfacente", reca la sentenza.

Sulla scia della sua pubblicazione, Pechino ha espresso la speranza che gli Stati Uniti rispetteranno le sue raccomandazioni e torneranno a rispettare le normative dell'organismo globale.

Tensioni commerciali USA-Cina

In passato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente accusato il WTO di trattare "ingiustamente" gli Stati Uniti relativamente ai suoi meccanismi di risoluzione delle controversie. Washington teoricamente ha il potere di contestare la sentenza dell'organismo sui dazi contro la Cina, che consente a Pechino di rispondere legalmente imponendo tariffe contro le merci americane. Ma in pratica, gli Stati Uniti non hanno alcuna possibilità di vedere completato il processo di appello a causa delle loro precedenti azioni, che hanno lasciato la corte d'appello del WTO inattiva a causa della mancanza di giudici approvati da Washington.

La guerra commerciale tra i due paesi è iniziata nel 2018 su iniziativa di Washington, che ha accusato Pechino di aver abusato degli accordi commerciali esistenti per trarne profitto a spese degli Stati Uniti, introdotto così pesanti dazi sull'acciaio e l'alluminio cinesi. L'elenco delle merci interessate si è ampliato da allora, includendo circa 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi entro il 2020.

Pechino ha fermamente negato le accuse di Washington e ha conseguentemente introdotto tariffe sulle importazioni di merci americane di valore equivalente in risposta. Le parti hanno firmato il cosiddetto accordo di Fase Uno nel 2019, che avrebbe dovuto diventare un primo passo verso la normalizzazione delle relazioni commerciali dei due paesi, ma i legami tra i due si sono nuovamente deteriorati dopo che il presidente Trump ha accusato la Cina di essere responsabile dell'avvio della pandemia di coronavirus - un'altra accusa respinta da Pechino.

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