03:26 24 Ottobre 2020
Economia
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Si eleva ulteriormente il debito pubblico italiano a luglio raggiungendo livelli storici mai esplorati prima. Le PA necessitano di risorse finanziarie crescenti e il debito si trasferisce alle generazioni future.

“A luglio il debito delle Amministrazioni pubbliche è stato pari a €2.560,5 mld, in aumento di €29,9 mld rispetto al mese precedente.”

A scriverlo è la Banca d’Italia nel fascicolo mensile dal titolo “Finanza pubblica: fabbisogno e debito” attraverso cui mensilmente si calcola il fabbisogno economico delle Pubbliche amministrazioni.

L’incremento del debito delle amministrazioni centrali è pari a 29,6 miliardi di euro, mentre quello delle amministrazioni locali è di appena 0,3 miliardi di euro.

Il fabbisogno del mese di luglio è stato di 7,3 miliardi di euro, con il debito degli Enti di previdenza rimasto pressoché invariato scrive Banca d’Italia.

“Gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione del tasso di cambio hanno nel complesso ridotto il debito di 1,3 miliardi euro.” Lo scrive la Banca d’Italia nel resoconto mensile sul fabbisogno economico delle P.A.

La vita media del debito italiano

Per quanto riguarda la vita media residua del debito, rispetto al mese precedente è rimasta costante a 7,3 anni scrive la Banca d’Italia.

Quest’ultima detiene una quota di debito pubblico pari al 19,7%, ovvero lo 0,5% in più rispetto al mese precedente (giugno 2020).

Se si fa riferimento ai soli titoli di Stato, allora la Banca d’Italia detiene il 23,2% del debito pubblico, in aumento dello 0,6%.

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Debito pubblico, Banca Italia
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