11:05 01 Ottobre 2020
Economia
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La pasta al pomodoro e i rinomati vini italiani potrebbero diventare molto meno accessibili per i consumatori del Regno Unito se i politici britannici e dell'UE non dovessero stipulare un trattato commerciale e la Brexit avvenisse senza un accordo, hanno reso noto le camere di commercio martedì.

Questo è quanto emerso durante il webinar dal titolo 'Il futuro delle relazioni commerciali tra Regno Unito e Italia'.

Martedì scorso l'ottavo round di colloqui post-Brexit tra il Regno Unito e l'Unione europea è iniziato a Londra per raggiungere un accordo di libero scambio, con la scadenza del 15 ottobre fissata dal primo ministro britannico Boris Johnson ancora in vigore. Il round si concluderà giovedì. La possibilità di una Brexit senza accordo si profila all'orizzonte, poiché entrambe le parti si sono incolpate a vicenda per la mancanza di progressi nei precedenti sette cicli di negoziati.

"L'Italia esporta 130 milioni di litri di vino all'anno nel Regno Unito, settore particolarmente importante per la sua economia. Riguardo ciò sappiamo che in caso di mancato accordo verranno applicate 10 sterline di dazio per ogni ettolitro di vino rosso toscano e 26 sterline per ogni ettolitro di prosecco. Questo è abbastanza significativo per il settore del vino", ha detto Tom Noad, presidente della Camera di commercio britannica per l'Italia.

Il funzionario ha spiegato che, in assenza di un accordo, il 1° gennaio 2021, alla fine del periodo di transizione, la tariffa globale britannica, decretata a maggio, sostituirà quella esterna comune dell'UE.

"Una buona notizia per le esportazioni è che il 70% delle merci non prevede dazi applicati. Per altri settori, in particolare relativi all'economia italiana, come ad esempio l'export automobilistico, si applicherà una tariffa del 10%… E poi c'è il settore agroalimentare, che è molto importante per il 'Made in Italy'...", ha detto Noad.

Alessandro Belluzzo, presidente della Camera di commercio e industria italiana per il Regno Unito, ha fatto eco alla preoccupazione di Noad circa le difficoltà che il settore agroalimentare italiano dovrà affrontare.

"Eravamo abituati a ottenere tutto o quasi senza tariffe, e ovviamente assisteremo a una rapida ascesa del prezzo di pasta e pomodoro. Quindi, la pasta al pomodoro costerà molto di più se non ci sono accordi in essere riguardo ai dazi che saranno applicabili nel Regno Unito. C'è un elenco di prodotti che subiranno l'impatto derivatone", ha detto Belluzo.

Molto probabilmente l'onere delle possibili nuove tariffe sui prodotti italiani ricadrà sulle spalle dei consumatori, ha osservato Josh Hardie, vicedirettore generale della Confederation of British Industry.

"Sospetto che uno dei tanti effetti della pandemia sia la minore resilienza delle imprese nell'assorbire quei costi. Quindi penso che sia realistico in molte aree aspettarsi che questi vengano trasferiti ai consumatori, coloro i quali si troveranno ad affrontare le sfide portate dalla pandemia", ha detto.

Secondo Hardie, anche un "minimo accordo" porterebbe vantaggi significativi per il commercio rispetto a nessun accordo.

"Senza un accordo il rapporto commerciale sarà danneggiato e potrebbe volerci molto tempo per tornare indietro... Quindi trovarlo è assolutamente essenziale. Ci aspettiamo che politici e negoziatori facciano il loro lavoro. Un accordo è possibile, è realizzabile. Se non viene raggiunto, è un fallimento politico ", ha detto.

In tali condizioni, gli esportatori di entrambe le parti devono prepararsi alle nuove realtà di mercato, studiare le tariffe globali che possono essere applicate ed essere pronti ad adeguare le catene di approvvigionamento, ha sottolineato Belluzzo.

I diplomatici che hanno partecipato al webinar organizzato dalle camere di commercio di entrambi i paesi sono sembrati meno allarmati delle organizzazioni delle imprese.

"Condividiamo il desiderio, espresso anche dal primo ministro Johnson, di raggiungere rapidamente un accordo. L'UE e l'Italia continueranno a sostenere l'UE e il capo negoziatore [Michel] Barnier si è impegnato in modo costruttivo nei negoziati sin dall'inizio. Il team UE è completamente concentrato per impiegare al meglio questa settimana di trattative. Ci auguriamo che vengano raggiunti dei buoni risultati", ha affermato Raffaele Trombetta, ambasciatore italiano nel Regno Unito.

Jill Morris, ambasciatore del Regno Unito in Italia e San Marino, ha osservato che i due paesi sono legati da importanti legami economici e che nel 2019 l'Italia era l'ottavo partner commerciale del Regno Unito.

Secondo Trombetta, il fatturato bilaterale è diminuito del 15% nei primi sei mesi del 2020, ma l'Italia mantiene la sua forte posizione di partner commerciale del Regno Unito.

Questa settimana, la Camera dei comuni britannica ha in programma di votare il nuovo disegno di legge del governo volto ad annullare parti chiave dell'accordo di recesso con l'UE firmato dall'ex primo ministro Theresa May, che, a sua volta, ostacola il raggiungimento di un accordo post-Brexit, che dovrebbe essere finalizzato entro la fine di quest'anno. Se adottate, le disposizioni che includono gli accordi sugli aiuti di Stato e le dogane relative all'Irlanda del Nord sarebbero ignorate.

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