18:55 29 Novembre 2020
Economia
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Pronta la bozza preliminare del Recovery Plan che a ottobre sarà presentata alla Commissione Ue a Bruxelles. Nei prossimi giorni il Parlamento italiano ne potrà leggere i contenuti.

Sei punti salienti e 30 pagine di testo per spiegare alla Commissione Europea come l’Italia intenderebbe spendere nei prossimi 5-7 anni i 200 miliardi del Recovery Fund.

La prima bozza del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ verrà presentata domani durante la riunione del Ciae a Palazzo Chigi e successivamente sarà inviato ai rami del Parlamento per prenderne visione.

La digitalizzazione e l’innovazione del sistema Italia sono alla base del piano, altro pilastro è la rivoluzione verde e la transizione ecologica, quindi le infrastrutture per la mobilità e l’istruzione.

Il governo pensa anche all’equità tra le fasce sociali e all’inclusione sociale e territoriale, senza dimenticare la salute che ha bisogno di forti investimenti per ripristinare anche gli ospedali dismessi delle periferie della periferia italiana.

Cosa prevede il Recovery Plan italiano

L’Italia intende digitalizzare la pubblica amministrazione, una impresa non da poco ma che aiuterebbe a centrare indirettamente l’obiettivo di minore burocrazia cattiva perché velocizzerebbe i processi autorizzativi.

Serve cablare con la fibra ottica tutta l’Italia non dimenticandosi delle periferie delle grandi città e senza dimenticarsi i paesi delle comunità montane. Di grande aiuto sarà l’installazione della rete 5G. La fibra ottica entrerà anche nelle Università italiane per accelerare la ricerca.

Altro obiettivo decarbonizzare, a partire dai mezzi di trasporto pubblico che vanno sostituiti con autobus con motore ibrido o elettrico e i treni diesel con i più moderni treni elettrici.

Il tema energetico è un altro aspetto strategico, serve migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici, ma anche di quelli privati se si vuole davvero una Italia resiliente e indipendente sotto il punto di vista energetico.

La gestione integrata del ciclo delle acque non è un tema secondario, la siccità che negli ultimi anni ha colpito da Nord a Sud il Bel Paese, rischia di minare alle fondamenta la stabilità sociale. Sarà ora che si comincia a pensare alla raccolta dell’acqua piovana non solo in ambito pubblico con invasi, ma anche a livello privato.

Le infrastrutture sono strategiche per l’Italia e per questo la linea ferroviaria Torino-Lione sarà completata nonostante i mal di pancia dei no-TAV. L’obiettivo del governo, anzi, è quello di completare l’alta velocità raggiungendo anche Reggio Calabria al sud e Genova in Liguria.

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