21:58 30 Settembre 2020
Economia
URL abbreviato
122
Seguici su

Diffusi dall'Istat i dati economici riguardanti l'Italia ad agosto. Sono incoraggianti i dati di ripresa un po' in tutti i settori, rinforzati dai segnali di ripresa anche nel resto d'Europa.

“La caduta del Pil italiano del secondo trimestre è associata a estesi segnali di ripresa emersi, da maggio”, per quanto riguarda la produzione industriale e da giugno per quanto riguarda i nuovi ordinativi della manifattura. Anche le esportazioni “hanno riportato forti incrementi sia verso i mercati Ue sia verso quelli extra-UE, interessando tutte le principali categorie di beni”.

Lo scrive l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana riferita al mese di agosto 2020.

Per quanto riguarda i dati di luglio sui flussi commerciali “con i paesi extra-Ue”, le stime preliminari “indicano la prosecuzione della fase di risalita delle vendite all’estero mentre ad agosto il clima di fiducia delle imprese ha confermato i segnali positivi la cui diffusione coinvolge quasi tutti i settori anche se con intensità diverse.”

L’occupazione a luglio

Primi segnali positivi anche per l’occupazione a luglio che indicano un recupero accompagnato “da una intensificazione della ripresa delle ore lavorate pro capite”.

Per quanto riguarda il mese di agosto, “si è ampliata la tendenza alla flessione dei livelli dei prezzi al consumo, ancora condizionati dalla caduta tendenziale delle quotazioni dei prodotti energetici.”

Le criticità da affrontare

L’Istat nella Nota economica mensile di agosto presenta anche quelle che sono le criticità che “potrebbero essere oggetto di attenzione nel disegno dei prossimi provvedimenti di rilancio dell’economia.”

L’Economic sentiment indicator

I segnali di miglioramento si sono fatti sentire anche ad agosto scrive ancora l’Istat, ricordando che l’Economic sentiment indicator (ESI) elaborato dalla Commissione europea è in recupero da maggio, grazie alla ripresa dell’industria e del commercio al dettaglio.

La fiducia è peggiorata solo nel settore delle costruzioni, mentre è stabile per i consumatori europei.

In Italia l’ESI è aumentato del +2,7, in Germania del +5,9 e in Francai addirittura del +9,3, mentre è peggiorato in Spagna del -2,5%.

Correlati:

Istat, persi 600mila posti di lavoro da febbraio 2020
L'Istat preoccupato per l'Italia scoraggiata: sempre meno le persone che cercano lavoro
Istat, allarme demografico: nascite sotto quota 400.000 nel 2021
Tags:
Economia, ISTAT
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook