00:52 24 Ottobre 2020
Economia
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Coronavirus in Italia: riaprono i confini con l'Ue (119)
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I 209 miliardi concordati con l’Europa per superare la crisi dovuta al coronavirus non basterebbero affatto se venissero prese in considerazione tutte le proposte e richieste dei ministeri. 534 i progetti proposti, decisamente troppi.

Il Recovery Fund, ovvero il Fondo di Recupero, è quel meccanismo concordato da Bruxelles a luglio per cui viene istituito un fondo finanziato con titoli comuni europei (Euro Bond) per finalizzare la ripresa dei Paesi più colpiti dalla crisi indotta dal coronavirus.

Le risorse messe a disposizione dell’Italia ammonterebbero a 209 miliardi di euro, il termine ultimo dato da Bruxelles per presentare le proposte di utilizzo è aprile 2021. L’idea iniziale del Governo sarebbe stata quella di presentare il piano all'Europa entro il 15 ottobre insieme alla legge di Bilancio ma, ecco il punto imprevisto, c’è stato un vero e proprio ‘assalto alla diligenza’ da parte dei ministeri, con ben 534 progetti avanzati per l’utilizzo delle risorse.

Domani si riunirà il Comitato interministeriale per gli affari europei che dovrà analizzare e compiere una scrematura ma appaiono già chiare due cose – per finanziare tutte le proposte i 209 miliardi non basterebbero di sicuro e, comunque, entro il 15 ottobre il Governo non sarà affatto in grado di presentare alcuna bozza.

Per altro, in alcuni casi, appare poco chiara la correlazione coronavirus – provvedimento richiesto. Alcuni media per esempio fanno notare che nell’elenco dei progetti presentati il 27 agosto da Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, al Dipartimento per gli affari economici di Palazzo Chigi, sia una lunghissima lista di incentivi, bonus e sgravi da almeno 153 miliardi da sola, con idee spesso già dibattute e mai realizzate anche prima del coronavirus. In altri casi si tratta di rifinanziamenti di misure già prese ma sovradimensionate (e non si capisce per quale motivo), tipo gli ecobonus energetici che, almeno per l’osservatore esterno, poco c’entrano con il sostegno a chi ha subito i danni più gravi dalla crisi pandemica.

Oltre agli incentivi energetici, che pare siano in cima alla lista dei desideri dei nostri ministeri ma non degli italiani in generale, spiccano i 12,5 miliardi di finanziamenti richiesti per le industrie della Difesa.

68 invece i miliardi richiesti dal piano del Ministro della Salute Roberto Speranza, 70 quelli dal Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, poi ci sono le richieste delle società pubbliche, del Comune di Roma e via dicendo.

Insomma non sarà facile accontentare tutti i ministeri. Ancora meno tutti gli italiani.

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