09:14 01 Ottobre 2020
Economia
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I proprietari degli immobili chiedono sconti fiscali a fronte dei canoni d'affitto non incassati e del blocco degli sfratti esteso al 31 dicembre 2020.

Confedilizia, l'associazione di categoria dei proprietari di immobili dati in locazione, lancia l'allarme per il settore degli affitti commerciali, in sofferenza a causa dell'epidemia da coronavirus. I locatori sono costretti, infatti, a pagare ugualmente le tasse sui canoni non incassati e non hanno modo di rivalersi sul locatario inadempiente per via del blocco degli sfratti esteso dal governo sino al 31 dicembre 2021. La richiesta, quindi, è quella di ridurre il carico fiscale di Irpef, addizionali e Imu su un reddito non percepito. 

Per favorire la ripresa del mercato, Confedilizia suggerisce almeno tre modi:

  • rafforzare il credito d'imposta per le locazioni non abitative; 
  • riduzione del carico tributario sui redditi da locazione in maniera strutturale; 
  • riduzione del peso della patrimoniale sugli immobili, non solo per discoteche e locali di cui il governo ha disposto la chiusura temporanea, ma anche per mancato pagamento dei canoni o dismissione dell'attività.  

L'audizione di Confedilizia davanti al governo

​Negli scorsi giorni il Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, è stato sentito in audizione parlamentare dalla Commissione Bilancio del Senato in merito al decreto “Agosto”.

"In questa fase di difficoltà per numerose attività commerciali, con conseguenti mancati pagamenti degli affitti ai proprietari dei locali, l’assurdità della norma che sottopone a tassazione anche i canoni non percepiti si manifesta in modo eclatante", ha detto Spaziani Testa, che ha anche definito "inaccettabile" il blocco degli sfratti "sul piano di principio, per il suo essere palesemente lesiva del diritto di proprietà".

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