21:27 29 Settembre 2020
Economia
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All'inizio di quest'anno gli analisti avevano dichiarato al Wall Street Journal che dopo l'enorme crollo delle quotazioni di quest'anno, i prezzi del petrolio hanno ancora la possibilità di rimbalzare sopra i 100 dollari al barile, raggiungendo potenzialmente il livello di 150 $ entro il 2025.

Il ministro dell'Energia russo Alexander Novak ha dichiarato oggi che senza il recente accordo OPEC+, il petrolio costerebbe oggi tra i 10 e 20 dollari al barile.

Nel suo intervento il ministro ha affermato che gli investimenti nell'industria petrolifera russa diminuiranno del 20% nel 2020 rispetto al 2019.

"L'anno scorso gli investimenti ammontavano a circa 1,4 trilioni di rubli (18,9 miliardi di dollari - ndr), quest'anno stiamo registrando una flessione e potrebbe diminuire ulteriormente anche se non di molto. Il ministero dell'Energia prevede una diminuzione media fino al 20%", ha detto Novak.

La produzione di petrolio si ridurrà del 10% a circa 510 tonnellate. In agosto-dicembre, ci sarà una diminuzione del 13,8%. rispetto al piano, ha detto Novak, aggiungendo che a maggio e giugno la diminuzione è stata del 19%.

Un calo senza precedenti della domanda di petrolio sullo sfondo dei lockdown per la pandemia di coronavirus, insieme alla successiva guerra dei prezzi tra OPEC e Paesi non OPEC, aveva provocato una profonda crisi nel mercato energetico globale.

Il 12 aprile scorso 24 Paesi produttori dell'OPEC + hanno concluso un accordo che obbligava i firmatari a ridurre la produzione di greggio di 9,7 milioni di barili al giorno nei mesi di maggio e giugno. Successivamente la produzione sarà ridotta di 7,7 milioni di barili al giorno fino alla fine del 2020 e di 5,8 milioni di barili al giorno da gennaio 2021 ad aprile 2022.

Tags:
Borsa&Mercati, Petrolio, OPEC, Russia, Energia
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