23:20 29 Settembre 2020
Economia
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Nel rapporto “dare-avere” tra Stato e il contribuente, è quest'ultimo a rimetterci, da un punto di vista strettamente economico. Lo sostiene l'ufficio studi della CGIA.

L’evasione fiscale presente in Italia è stimata in circa 110 miliardi di euro all’anno, in base ai dati del ministero dell’Economia e delle Finanze. Tuttavia si tratta di una cifra inferiore se comparata agli oneri che i cittadini e le imprese subiscono "in virtù degli sprechi, degli sperperi e delle inefficienze presenti nella nostra PA". Lo sostiene la CGIA, nel presentare il risultato di uno studio comparativo tra i costi dell'evasione e gli sprechi della pubblica amministrazione. 

Il valore complessivo dei costi aggiuntivi dovuti al malfunzionamento dei servizi pubblici si attesta a 200 miliardi, secondo ricerche di istituti europei citati da CGIA Mestre. Una cifra che rasenta il doppio del mancato gettito che la Pubblica Amministrazione (PA) subisce a causa dell’infedeltà fiscale degli italiani. Ciò dimostra che nel rapporto do ut des con lo Stato è il cittadino italiano a rimetterci. 

L’Ufficio studi tiene a precisare, tuttavia,  che quello appena richiamato è un raffronto privo di rigore scientifico-statistico. 

"Gli effetti economici delle inefficienze pubbliche che gravano in particolar modo sulle imprese sono di fonte diversa, i dati non sono omogenei, gli ambiti in molti casi si sovrappongono e, per tali ragioni, non si possono sommare", si legge nel comunicato. 

Tuttavia l'evasione non può essere utilizzata come "alibi" per il malfunzionamento delle PA, poiché gli sprechi della burocrazia provocano danni superiori, insiste CGIA: 

"Sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco - interviene Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi - l’evasione non va mai giustificata e dobbiamo contrastarla ovunque essa si annidi, sia che riguardi i piccoli che i grandi evasori. Se, infatti, portassimo alla luce una buona parte delle risorse sottratte illecitamente all’erario, la nostra PA avrebbe più soldi, funzionerebbe meglio e, probabilmente, si creerebbero le condizioni per alleggerire il carico fiscale. Oltre a ciò, è altrettanto indispensabile intervenire per ridurre sensibilmente gli sprechi che gravano sulla spesa dello Stato e per aumentare la produttività del lavoro nel pubblico. L’Italia ne trarrebbe un grande beneficio e, molto probabilmente, l’evasione e la pressione fiscale sarebbero più contenute. In altre parole, con meno evasione e una PA più efficiente potremmo creare le condizioni per rilanciare questo Paese”.

Tags:
Cgia, evasione fiscale, tasse, Italia
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