11:57 19 Settembre 2020
Economia
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Il presidente di Confindustria continua a criticare le pratiche del governo durante questa fase di ripresa del Paese. In una lettera interna diretta ai presidenti delle Associazioni confederate Bonomi ha espresso le proprie insicurezze sul futuro dell'industria e delle scuole.

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, punta il dito sul governo e sulle misure di sicurezza imposte, accusando l'esecutivo di non aver sciolto i veri nodi che bloccano la ripresa:

"Seppur vero che nessuno era preparato a gestire gli effetti di una pandemia di questa natura è altrettanto vero che tutti i provvedimenti messi in campo in questi mesi, che hanno impegnato risorse ingenti per circa 100 miliardi di euro, non hanno sciolto alcun nodo che imbriglia la crescita del nostro Paese. L’incertezza del Paese, richiamata efficacemente il 18 agosto da Mario Draghi, è figlia della mancanza di una visione complessiva, basata su chiare priorità strategiche e su scelte conseguenti e necessarie per il decollo del Paese" le parole di Carlo Bonomi.

Misure pubbliche insufficienti: "Ancora non ci siamo"

Negativo il parere della guida degli industriali anche sugli interventi come bonus e fondi, e sugli ammortizzatori sociali elargiti dal governo.

"Ci hanno visto esprimere una forte criticità di fondo, rispettosa delle prerogative del Governo, ma fin qui irrisolta. I numerosi interventi specifici, i bonus frammentati e i nuovi fondi accesi presso ogni ministero, non sono stati certo la risposta articolata ed efficace che ci aspettavamo" la critica di Bonomi.

Nelle otto pagine di lettera, il presidente ha toccato anche il tema del rientro a scuola:

"Protrarre ad oltranza (gli ammortizzatori sociali e il blocco ai licenziamenti, ndr) è un errore molto rischioso. Più si protrae nel tempo il binomio 'cig per tutti-no licenziamenti' più gli effetti di questo congelamento del lavoro potrebbero essere pesanti, in termini sociali e per le imprese" ha dichiarato Bonomi, puntualizzando che anche per l'argomento scuola ancora non sono state raggiunte delle misure efficaci.

Il presidente di Confindustria aveva già criticato il governo a giugno durante la quarta giornata degli Stati Generali dell'Economia a Villa Pamphilij a Roma. Durante il suo intervento Bonomi aveva anche richiesto che venissero restituiti i 3,4 miliardi di euro di accise d'energia pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato.

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